Consulenti, saper fare o saper essere? Questo è il dilemma

“La conoscenza e la competenza. Saper fare o saper essere?” E’ questo il quesito posto da Luigi Alaia, private banker per IW Private Investments – divisione Fideuram, attraverso il proprio profilo LinkedIn. Al centro dell’intervento un’interessante riflessione, declinata al mondo della finanza, di queste due facce della stessa medaglia. Buona lettura!

“Nel complesso contesto in cui siamo immersi, ritengo che la vera competenza non sia assimilabile solamente ad un insieme di saperi (peraltro auspicabili), ma indichi piuttosto una caratteristica della persona, una sua disposizione positiva di fronte alla realtà. Insomma il saper fare deve necessariamente fondersi con il saper essere” si legge.

“È competente infatti la persona che non solo ha coscienza dei propri talenti, ma che possiede anche un senso positivo dell’esistenza. Che è capace di intessere relazioni autentiche nei contesti sociali in cui agisce, sapendo fronteggiare compiti e problemi in modo efficace. Pertanto il mondo necessita non tanto del sapere (fine a se stesso), ma del saper essere (l’utilizzo del sapere). E’ una differenza troppo spesso sottovalutata. Ma in tale differenza si gioca tutto il valore che possiamo attribuire alla competenza” conclude Alaia.
Non un accumulazione di conoscenze dunque, ma piuttosto una visione del mondo ,una sua chiave di lettura .

“L’erudito infatti accumula orizzontalmente, a macchia d’olio, ma non è capace di incidere. Chi è competente di contro, ha i mezzi per andare in profondità fino a scandagliare la complessità delle cose. Ed è pertanto capace di giungere ad intuizioni tali, che colpiscono e scuotono”.

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