Consulenti, ecco come non far scappare i talenti

Vi proponiamo un intervento apparso sulla pagina LinkedIn di Fabrizio Gasparrini – district manager di Banca Widiba. Al centro del post un’interessante riflessione su come valorizzare i collaboratori per attrarre nuovi talenti, e come cercare di tenersi i migliori senza rischiare di trovarsi le dimissioni sul tavolo. Buona lettura!

“No…da te non me l’aspettavo! Non ci posso credere! A dire il vero, proprio in questi giorni l’azienda ha partorito l’idea di darti il ruolo di… Ora, cosa posso fare per evitare ciò? Così avviene a volte nelle aziende quando sulla scrivania del capo del personale atterra una lettera di dimissioni. Si tenta un rilancio per trattenere il collaboratore, lo si fa puntando su un aumento di compenso, prospettando incrementi di carriera o tutti e due” si legge.

“Personalmente credo si tratti di una pratica ipocrita e poco costruttiva per entrambi gli attori. Se hai deciso di dimetterti è perché l’azienda non ha corrisposto le tue aspettative e cercherai altrove queste soddisfazioni. Si tratta di fiducia tradita, non di soldi come si tenderebbe a credere, vero? Il fatto è che hanno tradito la tua fiducia e la tua dedizione, adesso è troppo tardi. Le aziende che valorizzano i propri collaboratori attirano nuovi talenti. E questo è un dato di fatto. Le persone con una solida preparazione, infatti, sono alla ricerca di una realtà che mette al primo posto il benessere psicofisico e si adopera per garantire un ambiente stimolante e sereno. Un’azienda che pone al centro le persone è in grado di non perdere i collaboratori migliori e di comprendere le loro esigenze, enfatizzando le potenzialità di ognuno. Il talento, infatti, deve essere riconosciuto e sostenuto. Per talento si intende il saper fare qualcosa di specifico senza troppo sforzo. Si tratta di una propensione naturale a una certa attività, in cui mostriamo facilmente risultati. Il talento è il valore stesso di una persona. Le aziende devono sostenere il talento” continua.

“I programmi di upskilling e reskilling si stanno diffondendo sempre di più e sembrano essere la risposta concreta ai veloci cambiamenti del mercato lavorativo. Attenzione però upskilling e reskilling non sono la stessa cosa. L’upskilling ha l’obiettivo di far sviluppare al collaboratore nuove competenze nello stesso campo di lavoro. Il reskilling, invece, prevede lo sviluppo di abilità che possano permettere al collaboratore di ricoprire un ruolo diverso. Si tratta di un percorso di riqualificazione della persona e delle competenze. Le aziende che vogliono creare un team qualificato e felice devono puntare a migliorare la qualità della vita lavorativa, ascoltando le richieste dei collaboratori, valorizzando le loro competenze e facendoli sentire parte di un progetto comune”.

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