Il suprematismo di Malevich in asta

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di Stefano Porrone 8 Ottobre 2008 | 16:29
La sera del prossimo 3 novembre la casa d’asta Sotheby’s di New York presenterà in asta Suprematist Composition, realizzato nel 1916, l’opera rappresenta una vera e propria icona della storia dell’arte del XX secolo. Gli esperti della casa d’aste prevedono che il quadro del pittore avanguardista Kazimir Malevich segni il record d’incassi per un’opera d’arte russa.

“Suprematist Composition“, realizzato nel 1916, dovrebbe raggiungere quota 60 milioni di dollari, una cifra che si spiega con la qualità — Sotheby’s l’ha definito “uno dei più grandi quadri moderni mai messi all’asta oltre che un magnifico esempio degli albori dell’arte moderna. L’opera è intrisa del più alto significato e lirismo” — e la fiducia nel valore del mercato dell’arte nonostante la crisi finanziaria che sta investendo tutto il mondo.

“Si tratta di un capolavoro assoluto dell’arte moderna che risale al miglior periodo di Malevich: il 1916”, ha spiegato Emmanuel Di-Donna, vice presidente a Sotheby’s per l’arte moderna e impressionista.

Gli eredi della famiglia Malevich, consultati per l’occasione, hanno dichiarato la loro gioia nel vedere un opera di tale qualità apparire sul mercato dell’arte. Sotheby’s ha fatto sapere che l’attuale record per un’opera d’arte russa è stato raggiunto da un quadro di Wassily Kandinsky venduto per 20,9 milioni di dollari nel 1990. Il record attuale raggiunto da un’opera di Malevich è di 17,1 milioni di dollari nel 2000.

Per la cronaca, Il suprematismo come movimento artistico fu fondato da Malevich nel 1916 rigettando l’idea della rappresentazione oggettiva ed eliminando ogni riferimento alla natura ed alle sue forme.

Il dipinto è apparso per la prima volta in pubblico in occasione di una esposizione di stato a Mosca  nel 1919, successivamente l’opera viaggia con l’artista a Varsavia e Berlino dove comincia ad essere apprezzata. Nel giugno del 1927 Malevich è costretto a rientrare in Unione Sovietica dove morì nel 1935.

Successivamente finisce nelle mani dell’architetto tedesco Hugo Haring che la vendette quasi subito allo Stadeliijk museum di Amsetrdam. Dopo una dura battaglia legale durata 17 anni, l’opera viene riconsegnata agli eredi dell’artista dalla città olandese.

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