Stipendi d'oro, è finita la festa?

A
A
A
di Redazione 22 Ottobre 2008 | 15:00
I primi segnali che arrivano dopo l’ingresso dei libici nel capitale UniCredit non sono per nulla positivi. Oggi il titolo dell’istituto guidato da Alessandro Profumo ha segnato un minimo in intraday di 2,08 euro. E bisogna tornare indietro almeno al 1997 per vedere una quotazione del genere.

Con un market timing straordinario qualche giorno fa, tuttavia, Alessandro Profumo (nella foto)   ha spiegato che quest’anno non percepirà nello stipendio il bonus legato al raggiungimento dei risultati economici, poiché la banca non li ha centrati.

In ogni caso il numero uno di Piazza Cordusio, prima del temporale credit crunch - poteva vantare, grazie ai bonus, un super-stipendio da 13,35 milioni, piazzandosi dietro a Gabriele Galateri di Genola (Mediobanca) che svettava nel 2007 nella classifica di manager più pagato nel settore bancario con 18,49 milioni.

In questa classifica, tuttavia, Profumo ha più che doppiato i più immediati inseguitori, Giampiero Auletta Armenise (ceo di UBI Banca) fermo a 5,7 milioni, Adolfo Bizzocchi (vice d.g. Credem), 4,78 milioni, Corrado Passera (a.d. Intesa Sanpaolo), 3,79 milioni, Alberto Nagel (Mediobanca), 3,6 milioni, e Corrado Faissola (presidente del consiglio di sorveglianza di UBI Banca), 3 milioni.

Nulla di vergognoso, comunque. Nel 2007 la frenata degli indici e la bufera subprime non erano ancora arrivati, e la moderazione delle buste paga dei manager italiani non era all’ordine del giorno.

Partendo da Profumo, in ogni modo, l’elenco di compensi che si muovono in direzione opposta rispetto alle performance di Borsa potrebbe essere lunghissimo. Secondo voi quali manager non si meritano il loro stipendio milionario?

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo
NEWSLETTER
Iscriviti