Svizzera, volano via 11 miliardi di euro

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di Redazione 28 Ottobre 2008 | 16:45
I clienti statunitensi di UBS chiedono indietro i soldi. Secondo il settimanale elvetico, NZZ am Sonntag, 16,65 miliardi di franchi svizzeri stanno per tornare negli Stati Uniti convogliati in una holding creata ad hoc. UBS non ha voluto commentare la notizia, anche se viene ammessa la sospensione dei servizi cosidetti ‘offshore’ ai clienti statunitensi.

I rapporti con gli stati Uniti, del resto, nono sono più dei migliori. Prima il caso (finito in tribunale) di Mark Branson, Chief Financial Officer of Global Wealth Management & Business Banking di UBS, accusato di aver agevolato l’evasione fiscale dei clienti americani.

Poi, sempre in luglio, la maxi causa intentata dal procuratore generale dello stato di New York, [p]Andrew M. Cuomo[p], che ha accusato la banca di aver venduto circa 25 miliardi di dollari di “auction-rate securities” a oltre 50.000 investitori privati, sostenendo che si trattasse di investimenti sicuri e liquidi come ‘denaro contante’, cosa che si è poi verificata non vera. Contemporaneamente alcuni alti dirigenti di UBS vendevano oltre 21 milioni di dollari dei medesimi titoli da loro posseduti a livello personale.

Secondo Cuomo, UBS avrebbe violato il rapporto fiduciario verso i suoi clienti, prima vendendo prodotti dei quali non spiegava la reale natura e rischi, e poi continuando la vendita anche quando era chiaro che tali prodotti iniziavano a avere grossi problemi di liquidità. Questa consapevolezza è dimostrata da documenti interni, messaggi di posta elettronica scambiati tra dirigenti i quali dimostravano una perfetta conoscenza dei rischi del prodotto, al punto che tali dirigenti in relazione a questo hanno smobilitato le loro posizioni personali.

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