Risparmio gestito, le reti che ancora ci credono

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di Redazione 5 Novembre 2008 | 08:30
I dati relativi alla raccolta di settembre delle realtà associate ad Assoreti hanno confermato la crisi del risparmio gestito. Nella giornata di domani (giovedì 6 ottobre) Assogestioni diffonderà i dati relativi alla raccolta di ottobre dell’intero sistema e non si prevedono cifre rosee.

Iin realtà, entrando nel dettaglio delle statistiche le sorprese non mancano. E non sono solo sorprese negative. In particolare, se si analizzano i dati relativi alla raccolta del 2008 di [a]Assoreti[/a] spiccano dieci società che hanno dimostrato di credere ancora nel risparmio gestito, al punto da ottenere da gennaio a settembre 2008 un saldo positivo (anche senza i numeri del risparmio amministrato).

A guidare questa insolita classifica [s]Banca Mediolanum[/s] e [s]Az Investimenti [/s] Sim. Le scelte fatte in questi mesi rispettivamente da Ennio Doris e Pietro Giuliani, sia in termini di strategie commerciali, sia in termini di comunicazione, hanno dato i loro frutti. E così Mediolanum può vantare da inizio anno una raccolta netta positiva nel risparmio gestito di 867,15 milioni di euro, mentre Az Investimenti SIM, un saldo di 124,56 milioni.

Al terzo gradino del podio di questa classifica delle reti che ancora credono nel risparmio gestito spicca Alpi SIM con 65,89 milioni, seguita da Credem (60,09 milioni), Banca Nuova (33,19 milioni), Banca Network Investimenti (32,51 milioni), Banca Generali (27,34 milioni), Veneto Banca (20,80 milioni), Mps Banca Personale (11,02 milioni) e Groupama SIM (1,59 milioni). E, il dato più rilevante riguarda la raccolta dei fondi comuni: solo tre delle società elencate devono fare i conti con un saldo negativo, le altre hanno registrato tra gennaio e settembre 2008 una raccolta per questi strumenti positiva.

E’ una questione di qualità dell’offerta? Di supporto offerto ai proprio promotori finanziari? Di servizio di consulenza offerto alla clientela? Questo lo chiederemo ai diretti interessati nei prossimi giorni (il primo appuntamento le dieci reti che credono ancora nel risparmio gestito è previsto per domani su Bluerating.com, ndr), ma per ora una cosa è certa: il risparmio gestito italiano non è morto e il sistema per farlo sopravvivere anche in queste difficili condizioni di mercato esiste.

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