Promotori Finanziari – Come prosciugare 15 c/c e non farla franca

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di Redazione 17 Novembre 2008 | 08:30
Non ha avuto lo stesso impatto mediatico del maxi processo per truffa al maestro di vita Mario Pacheco Do Nascimento e Wanna Marchi, ma anche questa è una storia di truffati, raggiri e soprattutto “sparizioni”. E’ la vicenda dell’ex promotore di Mps Banca Personale Michele Simoni accusato dalla procura di Livorno di ben undici capi di accusa.

Nel giro di qualche mese il promotore avrebbe infatti prosciugato i conti correnti di quindici clienti.

Così come i malcapitati clienti di Wanna Marchi venivamo invitati a mettere una determinata quantità di sale nell’acqua per verificare che si sciogliesse totalmente – in caso contrario le addette della ditta, con una messinscena, urlavano al malocchio – anche i clienti di Simoni sono stati alleggeriti di centinaia e migliaia di euro senza che nessuno se ne accorgesse grazie a “artifizi e raggiri consistiti nel consegnare, in occasione di periodici incontri presso l’ufficio del promotore, falsa documentazione bancaria elaborata su carta intestata dell’istituto e raffigurante situazioni patrimoniali fittizie, apponendovi anche attestazioni manoscritte indicanti la veridicità dei documenti esibiti, al fine di convincere e tranquillizzare i clienti”.

Ma Simoni, non si sarebbe fermato a questo, avrebbe infatti aperto presso IW Bank di Milano, all’insaputa di due coniugi e, evidentemente contro la loro volontà, un rapporto on line sul quale trasferiva illecitamente le somme depositate presso Mps ed effettuando la domiciliazione della corrispondenza bancaria del conto presso il proprio ufficio dei promotori finanziari. Anche in questo caso veniva prodotta documentazione creata ad arte su carta intestata per raggirare i clienti come a dire: “non c’è problema”.

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