Promotori finanziari, vietato vendere

A
A
A
di Redazione 17 Novembre 2008 | 14:30
Abbiamo le mani legate dalle banche e dalle reti. Non siamo liberi di svolgere la nostra attività di consulenza per rispettare le regole imposte dall’alto. Ma esiste una via d’uscita? Smettere di vendere e iniziare a offrire vera consulenza. E’ questo l’appello di un nostro lettore.

Il mestiere del promotore finanziario, che possieda la coscienza del fatto che accumulare risparmio costi molta fatica e che quindi occorra un rispetto sacro del cliente, è difficilissimo. Quando i consigli non sono dettati dall’attenta analisi dei rischi che il cliente vorrebbe correre per raggiungere i propri obiettivi, ma piuttosto dalle esigenze del bilancio proprio o del proprio datore di lavoro (Banca o Rete), non si sta facendo il mestiere di PF ma si sta VENDENDO un prodotto. Noi non dovremmo mai VENDERE.

Ma, come suddetto, a volte si è quasi costretti a farlo da chi impone quei comportamenti. Basta vedere le politiche retributive che vengono adottate nei confronti dei promotori finanziari per accorgersi come certi comportamenti siano imposti. Ma normalmente, di questo si parla poco. Quello che è successo negli ultimi anni, è che i clienti di Banche e Reti, sono stati imbottiti di illiquidità e conflitti di interesse.

Prodotti strutturati che, nel migliore dei casi, hanno manifestato un rischio altissimo di liquidabilità. Sempre nel migliore dei casi, cioè quello in cui ci sia l’eventualità del capitale garantito, il cliente si può consolare col fatto che alla scadenza incasserà quanto versato in origine, senza rendimento alcuno per il periodo. Quindi, per ottenere vantaggi nel breve, si mettono in pratica comportamenti che si possono concretizzare in danni, come nel momento attuale, che minano per anni una fiducia costruita con tanta fatica dai pochi che interpretano correttamente il ruolo professionale.
Il mio è un invito forte a mettere la professione davanti a tutto, contribuendo a ricreare un sistema del risparmio efficiente ed etico. Grazie

e-mail firmata

Risponde la redazione di Bluerating.com
Non siamo corrotti, abbiamo le mani legate. Sembra essere questo il messaggio lanciato dal nostro lettore che invita tutti i colleghi a “non vendere”, a mettere “la professione davanti a tutto”. La causa degli atteggiamenti scorretti dei pf risiede, secondo il nostro lettore, principalmente nelle banche e nelle reti che impongono determinati comportamenti. Risultato: viene minata la fiducia costruita con “tanta fatica dai pochi che interpretano correttamente il ruolo professionale”.

E qui sorge la constatazione più sconsolante: sono “pochi” i professionisti eticamente corretti. Sono pochi i pf in grado di dare fiducia ai clienti. Sono pochi i professionisti che si ribellano alle regole imposte dalle banche e dalle reti in termini di collocamento. Sono pochi i pf che “non vendono”, ma offrono “consulenza”.

E’ questo lo scenario? I pf “onesti” descritti dai nostri lettori sono davvero pochi o semplicemente vivono all’ombra dei “corrotti”? Crediamo che i pf onesti non siano così “pochi” come molti denunciano, e per questo chiediamo a questi promotori di raccontarci le loro esperienze, di esprimere un’opinione sul tema pf e professionalità. Ma soprattutto di raccontare casi/vicende realmente accadute con i clienti, che dimostrino che l’onesta della professione dei promotori finanziari non è un’utopia ma la realtà.

Se anche voi volete scrivere un pezzo che vada oltre il semplice commento breve della notizia, esprimere la vostra opinione, presentare il vostro caso, chiedere un parere ai nostri esperti, scriveteci!

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

NEWSLETTER
Iscriviti
X