Jackfly, un promotore per 2 milioni di "briciole"

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Avatar di Redazione 18 Novembre 2008 | 17:10
La professione dei promotori è difficile. E questo è ormai assodato. Ma che fosse anche pericolosa non tutti lo sapevano. Fino a quando non è stata raccontata la storia di Giacomo La Mosca, protagonista del romanzo JACKFLY. Da oggi lo potrai leggere on line su Bluerating.com
JACK FLY (2a PUNTATA)

La biondina si alza e si allontana. Solo qualche minuto e rientra, pregandoti di seguirlo. Incredibile com’è cambiata. Non è più una biondina. È diventata una bionda. E non ti fa più accomodare su una sedia davanti a una scrivania, ma ti lascia sprofondare in una poltrona davanti a un tavolinetto basso.
«Caffè? Cioccolatino?» 
 

«Un cioccolatino, grazie.»
La scatola che la bionda ti porge è, naturalmente, di Leonidas. Tu ne prendi due e te li metti in bocca contemporaneamente. La bionda sorride. In quell’istante entrano un doppiopetto grigio e un sorriso. La bionda accenna quasi a un inchino: «Se vuole scusarmi» dice, ed esce.
Il doppiopetto è Santini. Ha anche due occhietti penetranti, capelli brizzolati tagliati a spazzola e ti offre un sigaro. Tu pensi che stiano esagerando, ma accetti.

«Lo fumo dopo, se non le dispiace» dici, mentre te lo metti nel taschino. Santini si siede sulla poltrona di fronte alla tua senza mai smettere di sorridere: «Quindi, abbiamo una bella cifra da investire…»
«Beh, veramente ce l’ho io.»
«Certo, certo… Facevo per dire.»
«No, sa, mia zia mi diceva sempre di non fidarmi troppo delle banche.»
«Macché, non dia retta. Voci, voci incontrollate. Che fanno solo male a chi opera correttamente nel mercato. Noi siamo qui per fare innanzi tutto il suo interesse.»
«Grazie molte. Ma mia zia diceva sempre che ciascuno il suo interesse se lo fa meglio da sé.»
Continui a fare il tonto. Santini ti scruta. 

«Lei deve pensare a noi solo come a uno strumento per soddisfare le sue esigenze finanziarie, assicurative e previdenziali. Come fanno, del resto, molte delle più importanti famiglie
milanesi che sono nostre clienti.» Cambi posizione un po’ a fatica, sprofondato come sei nella tua poltrona. «Ah, questo è molto interessante. E chi sarebbero? Mi faccia qualche nome, magari li conosco…»
«Beh, adesso chiede un po’ troppo. Ma non abbia timore, quando diventerà cliente le spiegherò tutto, perché ho capito che lei è una persona interessata anche a comprendere le dinamiche di ogni singola proposta. Mi dica, dispone di altri beni, oltre a questi… due milioni?»


«Veramente non saprei… Credo che mia zia avesse anche dei soldi in Svizzera. Sa, ai suoi tempi tutti portavano i soldi in Svizzera.»
«Ma adesso non ce n’è più bisogno. Perché rischiare di avere qualche guaio con la Guardia di Finanza? Recuperi anche quei soldi e li porti in Italia.»
«Non potrebbe occuparsene ugualmente senza che io li trasferisca dalla Svizzera?»
«Eh, no. So che molti lo fanno, ma è illegale. Chi lavora in una banca italiana può curare solo patrimoni che si trovano in Italia. Io sono il responsabile della clientela privata della banca e mi potrò occupare direttamente di tutti i suoi investimenti solo all’interno dei confini nazionali. Ma non si preoccupi, lo farò benissimo.»


«Ah, questo è molto bello. Ora sono più tranquillo.»
Santini è rilassato. Avere davanti un cliente con molti soldi e poca esperienza lo fa sentire a suo agio. «Vuole farmi qualche domanda?»
«Ecco, se permette, vorrei sapere quanti clienti gestisce lei, personalmente» fai tu, Jack.
«Come mai me lo chiede?»
«Beh, sa, mia zia diceva sempre che se uno ha molti clienti vuol dire che lavora bene.»
«Giusto. Allora, ascolti: ho centottanta clienti e gestisco più di duecento milioni di euro.»
«Accidenti. Sono un sacco di soldi! Sa che la cosa mi preoccupa?»

«E perché mai?»
«Perché i miei due milioni, a questo punto, diventano briciole per lei.»

  …continua…                    leggi le puntate precedenti         


*tratto dal romanzo JACKFLY di Nicola Scambia (www.jackfly.net

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