Promotori Finanziari – Dal Veneto una ventata d'ottimismo

A
A
A
di Redazione 27 Novembre 2008 | 15:50
Negli ultimi mesi Veneto e Friuli sono uscite dalla top list delle regioni italiane più ricche d’Europa. Ecco la testimonianza di un area manager del Triveneto che è costretto assistere, senza potere fare granché, alla crisi delle imprese.

Negli ultimi mesi Veneto e Friuli sono uscite dalla top list delle regioni italiane più ricche d’Europa. Ovvero quelle con un reddito per abitante superiore del alla media UE di circa il 25%. Un segnale evidente della crisi che ha colpito l’economia di queste regioni.

“La crisi finanziaria sta colpendo anche l’economia reale, e in particolare le aziende medio-piccole, vero motore dell’economia locale e clientela preferita dai promotori – spiega Roberto Cavallarin, area manager del Triveneto per Banca Network Investimenti”.

“La situazione è allarmante – prosegue il manager – e le previsioni sono ancora peggiori. Sta infatti calando anche la produzione industriale, l’export, oltre alle vendite del commercio al dettaglio. Inoltre molte aziende stanno chiudendo i battenti mentre altre hanno già fatto domanda al ministero per poter usufruire della cassa integrazione straordinaria. Basti pensare che in questi giorni alcuni dipendenti sono stati già costretti ad andare forzatamente in ferie. Ma non tutte le aziende godono, tuttavia, di questa rete di protezione e qualcuna non riesce neppure a pagare le ricevute bancarie e si rivolge a noi promotori per risolvere il problema”.

Lo scenario è solo negativo, dunque?
 
“Non proprio – risponde il manager – dopo una prima metà d’anno molto triste sul fronte della raccolta, nell’ultimo trimestre noi promotori abbiamo assistito a una ripresa fortissima”. I motivi? “I risparmiatori si sono resi conto che il loro intermediario preferito, ovvero le banche, pagano un latente conflitto di interesse sia rispetto all’attività di gestione, sia rispetto all’attività di consulenza. Soprattutto i sottoscrittori di prodotti obbligazionari strutturati e ibridi, particolarmente remunerativi ma poco efficienti, come i certificates, hanno deciso di abbandonare gli istituti di credito per rivolgersi a noi promotori”.

“Che, in pratica, abbiamo beneficiato – conclude Cavallarin – delle inefficienze degli altri intermediari”.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Anasf, Alma Foti all’Uni di Parma

Consulenza, tutti gli incontri di Anasf alla Wiw e al Mese Edu.Fin

Anasf, tempo di votazioni ai congressi territoriali

NEWSLETTER
Iscriviti
X