Promotori Finanziari – Lo sdegno e l'orgoglio

A
A
A
di Redazione 28 Novembre 2008 | 09:28
L’articolo di ieri intitolato “Confessioni di un promotore finanziario pentito”, non è passato, com’era prevedibile, inosservato. Ci ha chiamato un team manager di una rete di medie dimensioni di Catania per difendere la professionalità dei promotori e ribaltare le accuse sugli sportellisti bancari.

“Non si può non considerare – spiega il promotore – che quello bancario e quello delle reti indipendenti, sono due canali assolutamente differenti, due entità separate e distinte che hanno filosofie assolutamente dissonanti. il promotore, a differenza dello sportellista, non è infatti prigioniero di budget sui prodotti da vendere, e può quindi scegliere più liberamente sul mercato un tra un numero maggiore di strumenti da offrire al cliente. Inoltre il promotore, che non è un dipendente, giusto per citare un esempio banale, è maggiormente interessato al proprio cliente, lo segue con più cura, e in un certo senso è tenuto a trattarlo “premurosamente”.

“Qualcuno è convinto che i promotori, bancari e non, siano tutti uguali. Con questo preconcetto – sottolinea il team manager – non si va da nessuna parte. Prima di tutto è importante sapere che il numero di clienti soddisfatti dei promotori che appartengono a reti indipendenti è di gran lunga superiore alla percentuale di quelli degli sportellisti. Ciò è confermato dai sondaggi, oltre che dall’esperienza di tutti i giorni”.

Giusto per chiarire la questione – chiude il suo intervento il promotore – vi siete domandati chi ha distribuito le famose obbligazioni argentine, o i Bond Parmalat?. Senza dimenticare l’ultima vicenda delle unit linked con esposizione su Lehman”

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

NEWSLETTER
Iscriviti
X