Mediolanum, la Fininvest si oppone a Draghi

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di Andrea Telara 27 Ottobre 2016 | 07:48
La società del Biscione dice di volersi tutelare in tutte le sedi giudiziarie contro le decisioni della Banca Centrale Europa sualla sua partecipazione nel gruppo guidato da Massimo Doris.

BATTAGLIA GIUDIZIARIA – “Contestiamo il fondamento giuridico di questa decisione”. E’ quanto scrive in una nota il Gruppo Fininvest, dopo la presa di posizione di ieri della Banca Centrale Europea (Bce) di opporsi allo scongelamento della partecipazione del 30%, detenuta dalla società del Biscione dentro il gruppo guidato da Massimo Doris. La questione ha radici lontane e risale ai mesi a cavallo tra il 2014 e il 2015. Dopo la condanna giudiziaria di Silvio Berlusconi per la vicenda dei diritti Tv, la Banca d’Italia aveva sollevato dubbi sul mantenimento della partecipazione del 30% di Fininvest nel Gruppo Mediolanum, in quanto il grande azionista Silvio Berlusconi aveva perso (secondo Bankitalia) i requisiti di onorabilità che devono avere i banchieri e i grandi soci delle banche.

IL PARERE DEI GIUDICI – Nel 2015, la questione era però passata al Consiglio di Stato che ha dato però ragione a Fininvest, sancendo la legittimità della sua partecipazione in Mediolanum. E’ stato dunque stoppato il precedente parere di Bankitalia che di fatto aveva chiesto al Gruppo del Biscione di congelare la sua quota e portarla sotto il 10%, valorizzando il restante 20% in vista di una successiva vendita obbligatoria sul mercato. Ora, però, a rimettere tutto in discussione è arrivata la Bce che, contrariamente al Consiglio di Stato, si è opposta allo scongelamento della quota di Fininvest. Secondo le prime ricostruzioni la Banca Centrale Europea avrebbe infatti interpretato in maniera più allargata (rispetto ai giudici italiani) il concetto di reputazione e onorabilità dei soci e dei banchieri (facendo riferimento a una direttiva Ue del 2007). Inoltre, la Bce avrebbe rilevato che, dopo la fusione tra la controllante Mediolanum e la controllata Banca Mediolanum, il gruppo guidato da Massimo Doris e partecipato da Berlusconi è diventato di fatto una cosa diversa rispetto a quello che era prima. Essendo nata una nuova entità, Fininvest deve ridurre la sua quota, poiché non si tratta più di una sua partecipazione storica.

LE RASSICURAZIONI DI DORIS – Commentando le vicende, ieri il presidente e amministratore delegato di Banca Mediolanum, Massimo Doris, ha rassicurato i risparmiatori dicendo che, comunque vadano le cose, la solidità patrimoniale della banca non è a rischio. Anche in caso di vendita della quota di Fininvest (sempre che la Bce abbia ragione) non verrebbero infatti scalfiti gli indici di patrimonializzazione del gruppo come il coefficiente Core Tier 1 che, nel caso di Mediolanum, è pari a oltre il 20%, quasi il doppio rispetto alla media del settore bancario italiano.

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