Mille occhi puntati sui promotori finanziari

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di Redazione 10 Dicembre 2008 | 08:00
C’è chi ha molto e chi troppo poco. Dal punto di vista della vigilanza, i prodotti finanziari non sono tutti sullo stesso piano. A differenza di altri strumenti finanziari, i fondi comuni, come le SIM e i promotori, sono sottoposti a una molteplicità di controlli pubblici, interni ed esterni. Ecco il parere di Assogestioni.

E’ questa l’opinione di Assogestioni che ha pubblicato sul suo sito un articolo intitolato “Controllo: tanti “occhi” puntati sui fondi”.

L’associazione guidata da Marcello Messori tiene a precisare che i primi controlli sull’industria sono esercitati dalla Consob e dalla Banca d’Italia. Mentre la Commissione per le società e la borsa vigila sulla correttezza e sulla trasparenza, ossia sul rispetto delle regole di comportamento da parte delle società di gestione e sull’informazione nei confronti dei risparmiatori, la Banca d’Italia autorizza le SGR e le sicav e vigila sulla stabilità patrimoniale e il contenimento del rischio. Approva inoltre il regolamento di gestione del fondo e detta i limiti agli investimenti e altre regole operative per le sgr. In ogni caso la vigilanza non è limitata all’industria dei fondi, ma si estende anche ai collocatori.

Sia le SIM, sia i promotori finanziari, ricorda Assogestioni “devono essere iscritti ad appositi albi tenuti dalla Consob” e nessuno si può improvvisare “venditore” di fondi, ma deve essere “qualificato” ed autorizzato. Non solo, il promotore deve presentare al cliente, al momento del primo incontro, una copia della dichiarazione redatta dalla SIM o dalla banca in cui risultino gli elementi identificativi della società, gli estremi di iscrizione all’albo e i suoi dati anagrafici.

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