Promotori Finanziari – Da Cuneo preoccupazione e orgoglio

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di Redazione 11 Dicembre 2008 | 12:15
Non si attendono dei mesi particolarmente facili per i promotori piemontesi. Almeno questo è il parere di un professionista di Cuneo, che, tuttavia, tiene a sottolineare le differenze e i vantaggi dei promotori rispetto agli “sportellisti”.

“Nonostante gli incoraggianti segnali che arrivano dalle esportazioni, le imprese industriali piemontesi sono ancora in una fase di contrazione produttiva. E per noi promotori questa è una notizia particolarmente negativa” spiega L.C. professionista di una rete indipendente che opera a Cuneo.

Malgrado si tratti di un fenomeno non solo locale, ma di portata nazionale ed europea, le aspettative sul prossimo semestre degli imprenditori piemontesi, che rappresentano la pattuglia più folta di clienti dei promotori, sembrano dunque particolarmente pessimistiche.

“Stiamo vivendo un periodo anomalo – spiega il promotore – caratterizzato dall’altalena delle Borse, e da notizie sempre più allarmanti che arrivano dai mass-media. I risparmiatori, in questo senso, sembrano sempre più preoccupati, e devo ammettere che il rapporto con loro è diventato più complicato rispetto ad alcuni mesi fa.

Le difficoltà piemontesi, tuttavia,sono in linea con quelle registrate a livello nazionale”. Il promotore prevede che il 2009 si aprirà con le stesse tensioni sui mercati che avevano chiuso il 2008. “Anche se la fase più acuta della crisi finanziaria sembra essersi conclusa e stiamo assistendo a un lento stillicidio di cadute e riprese negli indici delle borse mondiali – il progressivo rallentamento dell’economia reale e la parola recessione, iniziano a presentarsi con una certa insistenza sulla scena. Per questo mi aspetto per noi promotori dei mesi ancora difficili sul fronte raccolta”.
 
Malgrado il momento di profonda difficoltà che sta caratterizzando il sistema della raccolta, le reti, specie quelli indipendenti, secondo il promotore, si imporranno, in ogni caso, nella sfida con lo sportellista e il professionista bancario. “Da noi intermediari il cliente esige sempre informazioni chiare, trasparenti e richiede prodotti semplici, a costi adeguati rispetto ai risultati che possono garantire.

La presenza di stringenti budget di raccolta, e di fee più remunerative sui prodotti di casa, rendono, secondo il mio parere, gli sportellisti bancari dei competitor alquanto inefficaci”. “Ritengo – conclude il promotore – che la consulenza rappresenti il vero valore aggiunto dei promotori rispetto agli altri canali. La MiFID ha in un certo senso accelerato questa predisposizione e non si può non ammettere che noi promotori già da parecchi mesi rispondiamo adeguatamente alle richieste che arrivano dai clienti. Sempre più alla ricerca di una guida sicura che sappia dirigerli, evitando che si facciano prendere dal panico per abbandonare l’investimento nel momento meno opportuno. Un fenomeno alquanto comune, che certamente non tocca i clienti dei promotori”.

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