Ai paperoni d'Italia piace investire nelle polizze

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di Marcella Persola 11 Dicembre 2008 | 14:20
Cresce la quota di investimenti nel segmento del private insurance, che secondo le stime di AIPB è passato dal 5 al 6%, in controtendenza rispetto all’andamento generale del settore vita. E le ragioni si devono cercare soprattutto nelle caratteristiche del cliente private.

Occhi puntati sul private insurance. Soprattutto adesso in un momento di incertezza, è diventato importante anche per le banche private offrire prodotti assicurativi. Di qualità.

Per parlare delle potenzialità e non solo del mercato del private insurance AIPB, in collaborazione con FARAD International e La Mondiale, due importanti operatori attivi nel segmento, ha organizzato un convegno dal titolo: “Il servizio di private insurance: aspetti operativi e casi pratici”. 

Dai dati riguardanti l’andamento generale del settore assicurativo si è notato come ad una fase di forte crescita durata per oltre un decennio segua, un rallentamento che inizia nel 2006 e continua tuttora. Nel 2006 il saldo premi-prestazioni ha subito una contrazione rispetto ai periodi precedenti, incidendo per meno del 20% sulla raccolta premi lorda. Nel
2007 la raccolta netta è poi divenuta fortemente negativa (sfiorando i 15 miliardi), con conseguente perdita di massa gestita da parte del settore e valori simili sono attesi per il 2008.

Malgrado questi numeri il mercato italiano della fascia HNWI non solo continua a detenere la stessa quota del proprio portafoglio investita nell’assicurativo ma registra un leggero incremento rispetto al 2007. Infatti sull’asset mix dei clienti private la percentuale investita in prodotti assicurativi a fine 2007 era del 5% rispetto al 6% stimato a fine 2008.

Come mai i paperoni hanno deciso di essere in controtendenza? Secondo gli esperti la motivazione sarebbe nella natura propria del cliente private. Molto diverso e particolare e soprattutto attento alle performance ma non solo a quelle. «La clientela private – ha affermato Giuseppe Frascà, partner di FARAD International e Presidente della Commissione AIPB sul Private Insurance – è per natura sofisticata e necessita di specifiche soluzioni soprattutto nel settore assicurativo. Ecco perché in questi anni si è assistito a un sempre maggiore interesse verso contratti assicurativi vita di diritto comunitario capaci di rispondere alle reali necessità degli HNWI».

E nel futuro si ritiene che i clienti coglieranno sempre di più i vantagu e i benefici offerti da questi prodotti. «il Private Insurance offre la possibilità di gestire il passaggio generazionale del proprio patrimonio, minimizzando l’impatto fiscale» spiega Frascà. «All’utilità in fase di trasmissione del patrimonio si aggiunge poi la sicurezza di un investimento immune dalle vicissitudini personali del sottoscrittore, inclusa l’impignorabilità e l’insequestrabilità, oltre alla volontà di pianificare il proprio risparmio individuale attraverso un investimento flessibile e realmente personalizzato che consente inoltre l’accesso a condizioni fiscalmente efficienti e a strumenti di investimento non comunemente reperibili sul mercato domestico o tradizionalmente penalizzati da una più sfavorevole tassazione». Un ulteriore elemento che contribuirà a farne crescere l’interesse.

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