Voluntary bis, ecco il format della relazione di accompagnamento

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di Maria Paulucci 29 Dicembre 2016 | 08:58
Dal 28 dicembre è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate per la consultazione avviata con la pubblicazione della bozza del modello di istanza.
SCHEMA DI RELAZIONE – È online la bozza dello schema di relazione da inviare all’Agenzia delle Entrate a corredo della richiesta di adesione alla “nuova” collaborazione volontaria. La domanda di accesso alla procedura, i cui termini sono stati riaperti dal decreto legge 193/2016, va infatti accompagnata da una relazione contenente le informazioni necessarie a ricostruire gli investimenti o le attività finanziarie detenute all’estero e a determinare i maggiori imponibili, oltre che dalla relativa documentazione. Prosegue così la fase di consultazione aperta in occasione della pubblicazione della bozza del modello di istanza per raccogliere i suggerimenti degli operatori, che potranno far pervenire le loro osservazioni all’indirizzo dc.acc.min@agenziaentrate.it.
I CONTENUTI – La relazione, secondo lo schema pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate, ha due sezioni: una “introduzione”, in cui va fornito un quadro generale di tutte le violazioni oggetto di emersione, delle modalità e dei momenti in cui sono state realizzate e commesse, specificando se la collaborazione volontaria ha per oggetto anche contanti o valori al portatore, e un “prospetto di riconciliazione”, di raccordo tra i documenti presentati e quanto riportato nel modello. In particolare, la relazione deve contenere le informazioni necessarie per determinare, in maniera analitica e per ogni annualità d’imposta oggetto della procedura, i seguenti dati: l’ammontare degli investimenti e delle attività di natura finanziaria costituite o detenute all’estero, anche indirettamente o per interposta persona, i redditi che sono serviti per costituirli o acquistarli, i redditi che derivano dalla loro dismissione o dal loro utilizzo a qualunque titolo; l’ammontare delle attività e dei redditi oggetto di emersione nelle ipotesi di assenza di violazioni degli obblighi di monitoraggio fiscale; gli eventuali maggiori imponibili con riferimento a imposte sui redditi e relative addizionali, imposte sostitutive, imposta regionale sulle attività produttive, imposta sul valore degli immobili all’estero e imposta sul valore delle attività finanziarie all’estero, contributi previdenziali nonché imposta sul valore aggiunto e ritenute.
ENTRO IL 30 SETTEMBRE – Nella relazione vanno inoltre fornite adeguate informazioni sui soggetti che presentano un collegamento in relazione alle attività estere oggetto della procedura. Contestualmente, deve essere trasmessa tutta la documentazione utile alla ricostruzione, da parte dell’Agenzia delle Entrate, degli investimenti e delle attività finanziarie detenute all’estero e alla determinazione dei maggiori imponibili. Relazione e documentazione devono poi essere trasmesse via pec all’indirizzo indicato nella ricevuta rilasciata dopo la presentazione del modello. La documentazione deve essere inviata entro il 30 settembre 2017.

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