Come risolvere la crisi immobiliare. Ecco le proposte di Assoedilizia

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di Marcella Persola 15 Dicembre 2008 | 11:40
Cedolare secca, bonus al locatore di immobili e regime fiscale agevolato per le società di gestione sono alcune delle proposte avanzate da Assoedilizia per sostenere l’industria immobiliare.

Dopo tanto parlare arrivano anche i fatti. Nel mondo immobiliare iniziano a fioccare ipotesi su come affrontare la crisi del settore e come sostenere l’industria immobiliare. La soluzioni proposte da Assoedilizia, per voce del proprio presidente, in occasione di un seminario tenutosi a Milano e organizzato da FIABCI, riprendono in parte dei temi molto cari alla comunità immobiliare. 

Vediamo in dettaglio cosa ha proposto l’avv. Achille Colombo Clerici. Inanzitutto il potenziamento del sistema sussidio-casa, con interventi integrativo diretto nei confronti del locatore per alleggerire le spese a carico del conduttore. Il contributo-bonus dovrebbe essere detratto dal canone dovuto dal conduttore. Infatti secondo il presidente di Assoedilizia la semplice detraibilità del canone non è una misura sufficiente, perché, dilatando la generica capacità di spesa, finirebbe per favorire altre spese delle famiglie.

Cedolare secca, cavallo di battaglia anche di altre associazione di categoria, come Aspesi e anche FIAIP, FIMAA e ANAMA. L’idea è quella di ridurre gli oneri fiscali gravanti sulla locazione attraverso la cedolare secca al 20 % per tutti i soggetti locatori: realizzata attraverso il meccanismo del versamento obbligatorio presso sportelli postali o banche, che diventerebbero sostituti d’imposta al fine di permettere l’emergere dell’evasione fiscale.

Infine per sostenere più da vicino l’industria immobiliare secondo Colombo Clerici bisognerebbe revisionare il regime della deducibilità delle spese manutentive nonché della valutazione presuntiva e/o parametrata agli studi di settore della congruità del reddito. La proposta è di rivedere la detraibilità del 55 % in ordine agli interventi di riqualificazione energetica; nonché un miglioramento del vigente regime di deducibilità degli interessi passivi delle società stesse. In prospettiva, l’estensione del regime fiscale previsto per le SIIQ, subordinandola al fatto che le società mantengano, ad esempio, una quota minima del 25 % del patrimonio immobiliare alla destinazione locativa residenziale.

Tutte risposte concrete per risolvere i problemi ormai noti dell’industria immobiliare e che in un momento come quello attuale sono quelli che emergono con più evidenza.

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