La frode Madoff – Popolare e UniCredit finiscono nella truffa

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di Marco Mairate 15 Dicembre 2008 | 16:15
Due gruppi italiani sono finiti nel ‘Ponzi Scheme’ di Bernie Madoff (nella foto). Si tratta di UniCredito (attraverso la controllata Pioneer Alternative Investments) e Aletti Alternative, SGR alternativa controllata da Banco Popolare ma destinata ad essere ceduta per il 50% a UBP (Union Bancaire Privée).

L’ANNO HORRIBILIS DI PROFUMO

Come se non bastassero i problemi sul fronte bancario ci si mettono pure le truffe. Così avrà pensato Alessandro Profumo, Ceo di UniCredit, coinvolto suo malgrado nella maxi truffa organizzata da Bernie Madoff. Secondo la stessa banca milanese, sarebbero 75 i milioni di euro per cui il gruppo UniCredit è esposta verso Bernard Madoff.

Un comunicato dell’omonimo gruppo, conferma infatti che la divisione Pioneer Investments ha detto che alcuni fondi gestiti dalla unit alternativa sarebbero indirettamente esposti verso Madoff attraverso i feeder fund. La banca sottolinea però che nessuno di questi fondi è presente nei fondi di fondi hedge venduti agli investitori italiani, per questo l’esposizione dei clienti  italiani è zero. In Italia PAI (Pioneer Alternative Investments) gestisce 27 fondi di fondi per un patrimonio prossimo ai 6 miliardi di euro.

BANCO POPOLARE FINISCE NELLA TRAPPOLA MADOFF

Oltre Profumo anche il Banco Popolare sarebbe stato scottato dai fondi di Madoff. La banca guidata da Pier Francesco Saviotti ha comunicato di avere una perdita massima relativa al proprio patrimonio di 8 milioni di euro in seguito al fallimento del fondo Madoff.

Per quanto riguarda, invece, i fondi distribuiti alla clientela istituzionale e privata, la perdita massima è di circa 60 milioni di euro. Uno studio di UniCredit spiega però che non ci sono ancora numeri ufficiali sull’esposizione dell’istituto ma, dato il fatto che la principale controparte europea di Kingate era UBP (Union Bancaire Privee) e considerando che quest’ultimo e’ il principale gestore di fondi di fondi distribuiti da Aletti Alternative, l’impatto sul Banco Popolare potrebbe essere decisamente peggiore del previsto. 

Lo scorso marzo Union Bancaire Privée, istituto tra i leader mondiali nel settore dell’Alternative Asset Management, e Banco Popolare avevano siglato un accordo che prevedeva la costituzione di una partnership egualitaria nel settore dell’Alternative Asset Management in Italia. In base agli accordi, UBP avrebbe dovuto acquistare il 50% di Aletti Gestielle Alternative, SGR speculativa con un patrimonio di 3,6 milliardi di masse gestite.

In base agli accordi siglati, Banco Popolare avrebbe dovuto ricevere un pagamento in cassa da UBP al perfezionamento dell’operazione, in aggiunta ad un pagamento differito negli anni successivi. L’importo relativo dovrebbe generare al closing una plusvalenza netta di circa 80 milioni di euro. Mezzi freschi utili per aumentare il Core Tier 1 di 9 punti base. Alla luce di quanto e’ successo però l’operazione potrebbe essere rivista.

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