Gli italiani? Cauti e oculati nell'investimento ma non nel debito

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di Marcella Persola 18 Dicembre 2008 | 12:10
Dal bollettino statistico di Bankitalia emerge che la ricchezza detenuta dalle famiglie italiane inizia a dare segnali di rallentamento. Ma non c’è da preoccuparsi gli italiani risparmiano ancora seppure li indirizzano verso investimenti “sicuri”

Cala la ricchezza detenuta dalle famiglie italiane. E’ quanto emerge dal supplemento al bolletino statistico di Bankitalia, ”La ricchezza delle famiglie 2007”, dal quale si evince che la ricchezza complessiva è cresciuta tra il 2006 e il 2007 di circa il 3,9%. Questo rallentamento è imputabile a diversi fattori: da una parte la stasi delle attività finanziarie (aumentate dello 0,6%) e la crescente incidenza dei debiti (+8,2%).

In particolare nel primo semestre del 2008 la ricchezza finanziaria delle famiglie si è ridotta di circa il 6%, soprattutto a causa del calo dei corsi azionari e un rallentamento della crescita dei prezzi degli immobili e un forte calo dei volumi di compravendita. Dal fronte risparmi invece nessuna novità. Gli italiani, si comportano bene anche se indirizzano i loro risparmi su investimenti più sicuri.

Tra il 2006 e il 2007 si e’ registrata una ricomposizione dei portafogli delle famiglie verso forme di investimento meno rischiose: il valore dei titoli pubblici italiani e’ cresciuto di 0,8 punti percentuali, al 5,5 per cento e quello delle obbligazioni private italiane dal 10,3 all’11 per cento; per converso l’ammontare detenuto in fondi comuni e azioni italiane si e’ ridotto di 1,1 e 1,6 punti percentuali, al 7,2 e al 18,3 per cento, rispettivamente.

A livello invece di debito, invece, aumenta l’incidenza dei mutui sul reddito disponibile. Il valore di tale incidenza, pari al 40% è aumentato del 10% rispetto al 2006 e anche la quota di indebitamento legata al credito al consumo ha registrato un segno più. E’ aumentata infatti del 13% rispetto al 2006.

Ma attenzione a suonare la campanella d’allarme. Il bollettino statistico elaborato dall’istituto presieduto da Mario Draghi mette in luce che in Italia le attività finanziarie sono oltre 3,5 volte il reddito delle famiglie, un rapporto inferiore a quello degli Stati Uniti e Regno Unito ma superiore alla Germania. E l’ammontare di passivita’ delle famiglie italiane è infatti il 65% del reddito disponibile, il valore piu’ basso tra i paesi considerati: tale rapporto risulta pari a circa il 90, il 100, il 140 e il 170% del reddito disponibile lordo rispettivamente in Francia, Germania, Stati Uniti e Regno Unito.

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