Jackfly, una drastica soluzione

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di Redazione 22 Dicembre 2008 | 16:00
La professione dei promotori è difficile. E questo è ormai assodato. Ma che fosse anche pericolosa non tutti lo sapevano. Fino a quando non è stata raccontata la storia di Giacomo La Mosca, protagonista del romanzo JACKFLY. Da oggi lo potrai leggere on line su Bluerating.com

JACKFLY (23a Puntata)

Michela è imbarazzata perché Luca la bacia e la stringe forte. «Bene, adesso scendo in cantina a prendere… uhm, ho già in mente qualcosa che vi sorprenderà.» Si avvia verso la cantina, mentre tu e la moglie restate soli. Tu accenni ad alzarti, ma lei ti ferma. Anzi, si siede e ti guarda negli occhi. «Ingegnere, mi dica la verità. Cosa sta succedendo a mio marito?»
«Scusi, signora, Luca non le ha detto niente?»

«Assolutamente no. Perché, cosa avrebbe dovuto dirmi?»
«Niente di particolare, credo.» Se Luca non ha voluto confidarsi con la moglie, non sarai certo tu a farlo. Questo mestiere, se non altro, ti insegna la discrezione. «Forse sa qualcosa Giovanni. Loro due stanno molto insieme in questo periodo. Hanno in comune la passione del computer.»
«Ah…»

«Però, se Giovanni sapesse qualcosa me ne avrebbe parlato. A me dice tutto.» Michela con questo pensiero sembra rasserenarsi. Tu le sorridi, senza dirle che ti sembra un po’ ingenua. E lei si riprende: «Forse non è nulla. Un momento di stanchezza. Passerà».
«Anch’io la penso così, signora. Del resto, è un momento difficile per tutti, nel nostro settore, almeno.»
«Ma passerà, no?» chiede Michela, fiduciosa.
«Certo.»

In quel momento un colpo secco. Tu e Michela vi guardate. Che strano, nessuno di voi due ha mai sentito uno sparo vero in vita sua, eppure entrambi lo riconoscete subito. Michela si irrigidisce. Tu balzi in piedi e attraversi di corsa la sala da pranzo nella stessa direzione in cui si è avviato Santini. Arrivi alla porta che conduce alla cantina insieme a Giovanni, che è schizzato fuori della sua camera e ti spintona per passare per primo. Ma tu, Jack, non lo lasci andare. È ancora un ragazzo. Vuoi vedere prima tu cos’è successo.

Allora Giovanni ti fissa con odio. Ti gela. È un attimo. Ti passa avanti e comincia a scendere le scale. Scendi anche tu. Santini è per terra, in mezzo alla cantina, riverso in una pozza di sangue. In mano ha ancora la pistola. Si è sparato alla tempia. Nell’aria un odore forte, di bruciato. Tu scosti delicatamente Giovanni e prendi il polso di Santini. Non batte più. È chiaramente morto all’istante. In quel momento, alle vostre spalle, un sospiro e un gemito. Quindi, mentre vi voltate, Michela cade pesantemente a terra.

«Mamma, papà! E lei, cosa fa lì?! Faccia qualcosa!»
Ti lanci su Michela, la prendi tra le braccia. La sollevi. È un corpo inerte, ma sa di buono. Per un istante pensi a Santini e alla sua famiglia. Una famiglia che tu non hai mai avuto e che, chissà, forse non avrai mai. Poi… poi realizzi che Santini è morto.
«Giovanni, non rinviene. Dobbiamo farla sdraiare su un letto.»


…continua…                  
leggi le puntate precedenti       

*tratto dal romanzo JACKFLY 
(www.jackfly.netdi Nicola Scambia (www.nicolascambia.net)

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