Rivoluzione alle porte per le polizze index

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Avatar di Marcella Persola 23 Dicembre 2008 | 11:40
Isvap ha emanato un nuovo regolamento che disciplina le polizze index. Maggiori tutele per gli investitori e rischi emittenti a carico delle compagnie. Da adesso soltanto riferimenti a indici esterni alle compagnie.

Giancarlo Giannini lo aveva annunciato: bisogna modificare le polizze index. E alle sue parole hanno fatto seguito dei fatti concreti. Nella serata di ieri l’istituto di vigilanza delle assicurazioni ha emesso un nuovo regolamento per la disciplina delle polizze index.

Il regolamento, che non è ancora operativo, ma in consultazione fino al 15 febbraio, è composta da 13 articoli suddivisi in cinque titoli. Ma vediamo nel dettaglio le principali novità.

Le prestazioni delle polizze dovranno essere collegate a un indice azionario o a un altro valore di riferimento. Questo perché secondo Giannini l’innovazione di prodotto operata negli ultimi anni ha portato l’industria a proporre sempre più prodotti lontani dalla protezione e ad alto contenuto finanziario. E il presidente di ISVAP ha ribadito che questa ingegnerizzazione finanziaria ha creato dei prodotti di una complessità tale che è venuto il momento di porre dei limiti.

Già nel passato ISVAP era intervenuta con delle circolari specifiche che prevedevano una limitazione dei rischi in campo all’assicurato e che tali disposizioni avevano nient’altro che la finalità di proteggere gli assicurati e i loro investimenti. Invece i recenti fatti di cronaca hanno evidenziato delle lacune nel settore.

Il nuovo regolamento dispone che i titoli di copertura delle obbligazioni offerte non possano più rappresentare l’entità di riferimento delle prestazioni, ma esclusivamente la copertura finanziaria della compagnia a fronte degli impegni contrattuali. Quindi la compagnia dovrà farsi carico del rischio emittenti, mentre al cliente/consumatore/investitore resterà il rischio di mercato.

Sui limiti di indicizzazione dei contratti ISVAP ha stabilito che le prestazioni e i riscatti dei contratti non possono essere collegati ad attivi specifici bensì a indici azionari, indici obbligazionari e indici legati all’inflazione. Quindi sono banditi i ricorsi a valori di riferimento interni all’impresa, in quanto sono consentiti soltanto indici esterni alla compagnia. Questo per evitare che il mercato sia accusato di poca trasparenza.

Infine l’articolo 8 definisce i principi di diversificazione che le imprese di assicurazione devono rispettare. Fatta eccezione per gli attivi detenuti per replicare l’indice sottostante le imprese non possono investire in attivi dello stesso emittente o gruppo, in misura superiore al 10% del totale delle riserve tecniche.

Per il momento quindi nulla di definitivo, ma la rivoluzione è alle porte.

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