Arca SGR e Ubi Pramerica: "emorragia vicina alla fine"

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di Redazione 12 Gennaio 2009 | 09:10
Attilio Ferrari, AD di Arca SGR, e Flavio Biasin, responsabile commerciale di Ubi Pramerica, commentano il 2008 nero del risparmio gestito. Secondo Biasin “il prodotto fondo comune è molto sano e molto trasparente”.

I dati pubblicati la settimana scorsa da Assogestioni attendevano un commento da parte dei portavoce dei principali gruppi di risparmio gestito.
Le prime rassicurazioni sono arrivate da Arca SGR e Ubi Pramerica, due società che hanno avuto una raccolta netta a dicembre rispettivamente di -421 milioni di euro per la prima e -330 milioni la seconda.
 

“Siamo riusciti a rimborsare oltre 140 miliardi di euro in un anno senza battere ciglio quindi l’industria ha dato una grande risposta in termini di liquidabilità dei portafogli e di flessibilità”, fa notare [p]Attilio Ferrari[/p], AD di Arca SGR, che aggiunge “Penso che nel corso del 2009 assisteremo a un ripensamento del settore nell’ottica di ridurre il conflitto di interesse (bancario) mentre la riduzione delle masse imporrà economie di scala favorendo le aggregazioni”, auspicando che il legislatore intervenga anche per rilanciare la previdenza complementare.
Ferrari pensa però che l’emorragia sia vicina alla fine, anche perchè “la concorrenza con l’obbligazione bancaria fa meno paura perchè la domanda di credito si sta riducendo”.
 

“Il prodotto fondo comune è molto sano e molto trasparente”, ribadisce Flavio Biasin, responsabile commerciale di Ubi Pramerica. “Ha il vizio di origine di essere stato generato da un sistema bancario che è in crisi di liquidità e che asseconda la disaffezione dei clienti in un contesto di mercati difficile per promuovere altri prodotti che incrementano i ratio patrimoniali”, aggiunge Biasin che conclude con un suggerimento “Adesso sarebbe il momento di iniziare ad esporsi all’equity con un processo graduale di accumulo pianificato e diversificato su un periodo di 18-24 mesi”.
 

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