Promotori Finanziari – C'è ancora spazio per i pf tradizionali?

A
A
A
Avatar di Redazione 15 Gennaio 2009 | 08:20
Un report pubblicato proprio ieri da BuzzBack Market Research sul settore bancario mostra che malgrado gli Italiani si stiano da tempo conformando alla media europea, integrando sempre di più l’utilizzo del self-service per effettuare le proprie transazioni bancarie, rimangono in minoranza i risparmiatori fai-da-te.

Solo il 26% degli intervistati conferma, infatti, di utilizzare esclusivamente il canale autonomo per le proprie transazioni, contro una media europea del 30%, evidenziando, quindi, un ritardo nella totale adozione dei servizi automatici.

In ogni caso gli istituti bancari non sembrano spaventati dalla “pigrizia” dei risparmiatori italiani e puntano con maggiore decisione sul trading on-line.

Dopo il passaggio del 60% di Millenium SIM a CariBolzano per 9 milioni di euro questa volta è il turno di Intesa Trade SIM, società di intermediazione mobiliare del gruppo Intesa Sanpaolo, particolarmente attiva nel segmento del trading on-line.

IWBank, la banca via internet per conti correnti, trading on-line, fondi on-line del gruppo UBI ha, infatti, presentato un’offerta vincolante, valida fino al 21 gennaio, per l’acquisizione del 100% del capitale sociale della SIM.

Secondo indiscrezioni, tuttavia, anche WeBank, società del gruppo Popolare di Milano, avrebbe presentato una offerta per la Intesa Trade.

In ogni caso questo grande attivismo sulle SIM on-line fa nascere una domanda: ci sarà ancora spazio per i promotori tradizionali?

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

IWBank, un possibile nuovo addio all’orizzonte

IWBank diventa Sim, il sindacato vuole sognare

Rivoluzione IWBank: addio banca, diventa una Sim

NEWSLETTER
Iscriviti
X