Bancari statunitensi in profonda crisi

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di Biagio Campo 15 Gennaio 2009 | 10:10
Ieri a Wall Street colossi bancari in grande calo.Per Citigroup (-23,22%) il mercato teme un’ulteriore perdita di 10 miliardi nell’ultimo trimestre, mentre Bank of America (-4,23%) potrebbe aver bisogno di nuovi aiuti statali. Le performance a un anno dei titoli sono disastrose; i futures americani mostrano un ulteriore ribasso.

In una giornata profondamente nera per i titoli del settore bancario europeo (Bnp Paribas -5,6%, Barclays -14,5%, Credit Swiss -8,6%, Deutsche Bank -7,86%, Hsbc -8%, Ing 9,3%, Ubs -9,2%, UniCredit -7,15%), non si sono sottratti gli istituti americani, con forti cali per Citigroup e Bank of America.

Il calo di Citigroup ha diverse spiegazioni, tra le quali spiccano l’attesa per una perdita di 10 miliardi nell’ultimo trimestre e la mancata presenza di una chiara strategia per far fronte alla crisi; non è piaciuta infatti al mercato la decisione di privarsi della redditizia unità di brokeraggio.
E’ stata anticipata alla giornata di domani, con una settimana di anticipo, la pubblicazione della trimestrale del gruppo; è difficile tuttavia ipotizzare che notizie di perdite superiore a quelle già attese dal mercato, non verranno accompagnate da un nuovo programma di assistenza statale, per l’impatto che avrebbe sui mercati azionari e dei capitali.
La crisi di Citigroup sembra quindi non aver fine e non è ben chiaro se eventuali nuovi aiuti statali potranno effettivamente far tornare, nel medio termine, l’istituto alla redditività, o se saranno semplicemente il rinvio per il più grande crack della storia della finanza.
Ieri a [a]Wall Street[/a] il titolo ha chiuso sui minimi di giornata a 4,53 dollari, in ribasso di 23,22%, tra scambi elevatissimi. La performance a un anno è del -82% e la capitalizzazione si è ridotta a 24 miliardi di dollari.

Bank of America, diventato il più grande istituto statunitense per asset gestiti, potrebbe aver bisogno di nuovi aiuti statali, per far fronte alle acquisizioni di Merrill Lynch e Countrywide Financial.
E’ quindi forte l’attesa per la trimestrale che verrà diffusa il 20 gennaio, dove il mercato si aspetta la prima perdita negli ultimi 17 anni.
Alla borsa di New York l’istituto ha chiuso sui minimi di giornata a 10,20 dollari, in ribasso di 4,23%, tra alti volumi. La performance a un anno è del -71% e la capitalizzazione si è ridotta a 64 miliardi di dollari.

I futures sul mercato americano non mostrano un segnale di rimbalzo, certamente una svolta potrebbe giungere dalla decisione della Bce.

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