Bank of England, nuovo piano di salvataggio da 50 miliardi di sterline

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di Biagio Campo 19 Gennaio 2009 | 10:14
Nuovo piano della Bank of England per rilevare fino a 50 miliardi di commercial papers in mano alle banche inglesi.Royal Bank of Scotland è prossima ad annunciare una perdita di 28 miliardi di sterline.Gli aiuti del governo inglese amplificano ulteriormente le distorsioni concorrenziali presenti nell’Unione.

Saranno annunciati in mattina, nel corso della conferenza stampa del governo brittanico, i dettagli del nuovo piano di salvataggio da 50 miliardi di sterline, messo in atto per garantire la stabilità del sistema bancario britannico, sotto pressione per l’esposizione sul settore immobiliare e la conseguente presenza in bilancio di asset tossici.
Il piano prevede l’acquisto di commercial papers, ovvero asset backed securities e debiti a breve, attraverso l’emissione di titoli governativi, a partire dal 2 febbraio. L’entità del piano dovrebbe essere di 50 miliardi di sterline, cifra che tuttavia potrebbe essere aumentata, secondo le condizioni delle banche domestiche. 

Sul fronte dei dati societari, Royal Bank of Scotland potrebbe riportare una perdita di 28 miliardi di sterline (30 miliardi di Euro), la più grande mai registrata da una società britannica, superando quella da 22 miliardi di Vodafone nel 2006.
Nel dettaglio le svalutazioni legate all’acquisto di Abn Amro sono pari a 20 miliardi, mentre i restanti 8 miliardi di perdite sono dovute all’esposizione in Collateralized debt obbligations (Cdo).
Il titolo sulla piazza londinese è trattato sui minimi storici a 26,20 sterline, in calo del 20 per cento, il ribasso degli ultimi dodici mesi è del 90 per cento.

Reagisce bene al piano [s]Barclays[/s], con un rialzo del 17 per cento a 115 sterline, dopo le ingenti perdite dei giorni scorsi, in calo dell’8 per cento [s]LLoyds[/s], mentre viaggiano poco sotto la parità [s]HSBC[/s] ed [s]HBOS[/s].

L’entità del piano, ma soprattutto la continua disponibilità del settore pubblico ad intervenire a sostegno del sistema bancario, sembrano convincere i mercati, che tuttavia sono ben lontani dal ritrovare la fiducia.

Dal punto di vista della concorrenza, i recenti aiuti del governo inglese amplificano ulteriormente le distorsioni presenti, con le banche tedesche, inglesi ed olandesi in posizione di vantaggio rispetto alle rivali europee, ma considerando la gravità della situazione e il peso politico delle nazioni coinvolte, la Commissione Europea non potrà certo accertare eventuali responsabilità.

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