Merrill Lynch, previsione per un 2009 ancora di crisi sui mercati

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Biagio Campo di Biagio Campo 20 Gennaio 2009 | 15:45
Nel corso della presentazione di Merrill Lynch sulle prospettive dell’anno in corso, è emersa una visione ancora negativa sui mercati. La crisi è di natura strutturale e quindi ben lontana dalla risoluzione, per il 2009 si consigliano liquidità, bond ed oro, il dollaro dovrebbe guadagnare sull’Euro fino a 1,12.

Si è tenuta questa mattina, al Four Seasons Hotel di Milano, la presentazione annuale di Merrill Lynch, sulle prospettive dei mercati finanziari per l’anno in corso.
Per la banca americana erano presenti Gary Dugan, Chief Investment Officer Wealth Management, per l’area EMEA (Europe, Middle East, Africa) e Massimo Fortuzzi, Chief Operating Officer Global Wealth Management per l’Italia.

Dopo la fusione di Merrill Lynch con Bank of America, il gruppo risulta essere il principale player internazionale nel Wealth Management, con un patrimonio gestito di 2 trilioni di dollari americani; in Italia l’istituto conta 12 private banker, per un patrimonio di 1,5 miliardi di Euro.

Dall’incontro è emerso come la crisi sia di natura strutturale e che serviranno da un minimo di tre ad un massimo di dieci anni, per risolvere definitivamente gli squilibri originatesi nel corso degli ultimi anni quali: tassi di interesse troppo bassi, un eccesso nella disponibilità di credito, nel ricorso all’effetto leva e nell’utilizzo dei derivati.

La pronta reazione delle autorità monetarie, che hanno portato il livello dei tassi ai minimi storici, sono state viste con favore, così come i piani governativi di incremento della spesa pubblica, tuttavia non dovrebbero risultare sufficienti a bilanciare il calo della domanda del settore privato ed evitare quindi un ulteriore deterioramento della crescita per l’anno in corso, ma soprattutto non sembrano in grado di ristabilire la fiducia degli investitori.
Merrill Lynch ritiene inoltre probabile che prima dell’estate, l’amministrazione americana possa varare un nuovo piano di stimolo all’economia, elemento che causerà un lieve deprezzamento del dollaro, dopo una fase di rialzo, favorita dai flussi di capitale provenienti dai paesi emergenti.
Più in dettaglio, la deflazione rappresenta il rischio principale, dovuto al calo della domanda, per Stati Uniti e Regno Unito e le similitudini con l’esperienza giapponese, non possono che preoccupare gli analisti. 

Le stime sulla crescita parlano quindi di una contrazione per il 2009 (Mondo 1,2%, Usa -2,5%, zona Euro -0,6%, Italia -1%, Cina +8%, India +5,8%) e di una leggera ripresa per il 2010 (Mondo 3,1%, Usa +0,5%, zona Euro +1,1%, Italia +0,8%, Cina +8,3%, India +7,5%); con riferimento alle previsioni su Cina ed India, lo stesso Dugan ha ritenuto eccessive le stime sui due paesi asiatici, a seguito dell’incremento della disoccupazione e del deflusso di capitali in atto.

Con riferimento ai tassi di cambio, è previsto per Giugno 2009 un rapporto Euro/Dollaro di 1,12 ed Euro/sterlina di 0,85, mentre per Dicembre 2009 si stimano rispettivamente di 1,24 e 0,82.
I tassi di interesse a breve, per i paesi del G7 rimarranno bassi e si stima per il 2010 un livello medio dell’1 per cento.
Il petrolio a fine 2009 dovrebbe attestarsi a 45 dollari, con l’oro in rialzo a 1.150 dollari.

I mercati azionari non vengono definiti cari, con un rapporto prezzo utili per l’MSCI all’8 per cento, un livello storicamente molto basso, tuttavia l’investimento azionario non viene consigliato per una possibile nuova correzione, ma soprattutto per uno scarso margine di crescita dei prossimi tre anni.

Per le obbligazioni, si consigliano i titoli growth evitando gli high yield, in quanto i fallimenti dovrebbero aumentare a fine 2009.

Nel quadro pessimistico elaborato da Merrill Lynch, la liquidità rappresenta il migliore investimento.

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