Promotori Finanziari – L'online non è la soluzione

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di Redazione 27 Gennaio 2009 | 14:59
In questi ultimi anni molti osservatori hanno sostenuto che il canale degli investimenti online rappresentasse il fenomeno finanziario del presente e del futuro. E non pochi ritenevano che la professione di promotore finanziario fosse destinata a finire in soffitta, travolta dalla rivoluzione del trading via internet.

In ogni caso non tutti sono convinti che si assisterà a questo scenario, o perlomeno c’è qualcuno che tiene a sottolineare gli aspetti critici di questo fenomeno.

Il Codacons, per esempio, ha spiegato che le banche online che stanno offrendo ai correntisti interessi fino a tre volte superiori al rendimento dei Bot, e quindi molto allettanti per la clientela italiana, non sono esenti dai rischi. Il pericolo, secondo l’associazione, è che per offrire interessi elevati banche di questo tipo investano in prodotti finanziari molto redditizi ma altrettanto rischiosi.
 
“E’ necessario garantire la trasparenza in favore degli utenti, specie nei messaggi pubblicitari di tali banche – ha affermato il presidente Codacons Carlo Rienzi – Per questo chiediamo oggi alla Banca d’Italia e al Ministro dell’Economia Tremonti di imporre che sulle pubblicità di tutti gli istituti di credito che promettono interessi “faraoinici’ sui depositi, in alcuni casi anche superiori al 5%, venga aggiunta la dicitura “Prodotti ad alto rischio’, cosicchè i clienti siano realmente informati e possano fare le proprie scelte in modo del tutto consapevole”.

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