Allstate, la perdita trimestrale interrompe la crescita dei dividendi

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di Biagio Campo 29 Gennaio 2009 | 10:40
Dopo una costante crescita dei dividendi negli ultimi 13 anni, la perdita di 1,13 miliardi dell’ultimo trimestre costringe la società a rivedere i piani. Annunciati 1.000 tagli nel ramo danni, mentre sono in previsione modifiche di business nel ramo vita.

Allstate, la più grande assicurazione statunitense specializzata sulla copertura dei rischi casa e auto, non si è sottratta alla crisi ed ha chiuso il quarto trimestre 2008 con una perdita di 1,13 miliardi di dollari, leggermente superiore a quella stimata dagli analisti. 
Nel giugno 1993 Allstate è stata oggetto del più grande collocamento azionario del comparto assicurativo statunitense, dopo che i soci di maggioranza, Sears, Roebuck & Co., misero sul mercato il 20 per cento della società.

La compagnia, celebre per aver aumentato ogni anno, a partire dal 1995, i dividendi distribuiti agli azionisti, sembra essere costretta ad invertire la rotta, a causa della crisi finanziaria, che non ha certo risparmiato il settore assicurativo; in particolare la crisi del mercato immobiliare e del settore auto hanno comportato una costante erosione dei ricavi, nel corso degli ultimi due anni.

Il ceo Tom Wilson ha comunicato ieri l’intenzione di effettuare 1.000 licenziamenti nel ramo vita e di rivedere i prodotti offerti, dopo la perdita di 1,68 miliardi di dollari, della Northbrook, la controllata dell’Illinois; il comparto vita resta tuttavia il principale indiziato per la deludente trimestrale infatti, nonostante i crescente investimenti effettuati, l’unità contribuisce solo per il 20 per cento ai ricavi societari, per questo il management è pronto a riconsiderare il modello di business utilizzato.

Le azioni di Allstate hanno perso il 44 per certo nell’ultimo anno sottoperformando, a partire da settembre, il corrispondente indice settoriale, ieri tuttavia il titolo ha chiuso in forte rialzo (+8,89%) a 29,64 dollari, con una capitalizzazione di 15,8 miliardi, sulle voci di possibili modifiche nella compagine societaria e di cambi al vertice.

Gli analisti concordano sul fatto che il settore immobiliare americano abbia già toccando i minimi, tuttavia la risalita in termini di numero di compravendite, ma soprattutto valore dei singoli immobili, sembra essere piuttosto lunga; discorso diverso per il settore auto, previsto ancora in peggioramento.
A fronte della debolezza dei due principali mercati di riferimento è facile prevedere, per il medio termine, dividendi in costante ribasso.

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