Consulenti, a ciascuno il proprio mestiere

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di Redazione 29 Gennaio 2009 | 14:30
In seguito all’articolo “Promotori o consulenti? Cambia solo l’etichetta” abbiamo ricevuto da Assocred una precisazione sulla professione del mediatore creditizio e un parere in merito alla necessità che “ognuno faccia il proprio mestiere”.

Di seguito pubblichiamo integralmente l’intervento di Pablo Turini, Rel. Pubbliche e Istituzionali dell’associazione.

Ho letto con molto interesse il pezzo sulla confusione che oggi regna in alcune professionalità del settore creditizio. Come Assocred, l’associazione nazionale distributori prodotti creditizi, riteniamo che la richiesta di chiarezza su questo punto da parte dei consumatori/clienti sia del tutto legittima.

Nel caso specifico dei mediatori creditizi, poi, ad oggi manca una legislazione chiara in grado di escludere qualsiasi sovrapposizione di professionalità. Perché tutte le categorie professionali da lei citate hanno, secondo noi, pari dignità e ragione di esistere nei loro relativi ambiti. Ma in quanto professionisti bisogna fare ognuno il proprio mestiere. Per fare un chiaro esempio, non l’unico però, vendere prestiti o mutui è molto differente dal vendere fondi d’investimento, soprattutto l’aspetto della consulenza è profondamente diverso.

In un caso si tratta di gestione del passivo di un soggetto e nell’altro di gestione dell’attivo. I soci di Assocred appoggiamo pienamente l’emendamento alla legge Comunitaria presentato dal Governo, nel quale si evince chiaramente l’incompatibilità della professione di mediatore creditizio con le altre. 

Tutte le categorie interessate dovrebbero ambire a mettere fine, una volta per tutte, a queste storture del sistema. Ne guadagnerebbe in credibilità tutto il comparto del credito, tagliando fuori di fatto tutti quelli che come banderuole seguono il mercato più promettente inventandosi un nuovo lavoro a ogni cambio di ciclo economico.

Non mi dilungo oltre, anche se – naturalmente – il discorso è ampio e lascia magari aperte alcune scelte delicate in quei casi (ad esempio vendite congiunte di casa e mutuo, ma anche bene di consumo e prestito finalizzato) in cui sarebbero necessarie un’analisi e un confronto più approfonditi.  

di Pablo Turini
(Rel. Pubbliche e Istitituzionali Assocred)

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