Consulenti finanziari, training class: mettetevi alla prova con i contratti di apertura di credito

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di Chiara Merico 6 Febbraio 2017 | 14:45
La risposta esatta alla domanda pubblicata venerdì, a proposito del codice deontologico, era quella contraddistinta dalla lettera D.

RISPOSTA “D” – La risposta esatta alla domanda pubblicata venerdì, a proposito del codice deontologico, era quella contraddistinta dalla lettera D. La riproponiamo qui di seguito.

Secondo le regole di condotta stabilite dal Codice deontologico professionale dell’Anasf, il consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede:

A: ha il dovere di evitare comportamenti sleali nei confronti dell’intermediario per cui opera esclusivamente fino alla cessazione del rapporto con l’intermediario stesso
B: è sempre tenuto ad accogliere richieste del cliente a prescindere dalle norme contenute in tale codice deontologico
C: può adottare comportamenti contrari all’interesse della clientela solo se suggeriti o sollecitati dall’intermediario per cui opera
D: adotta un comportamento sempre conforme a elevati standard di correttezza professionale, anche quando questo non sia espressamente e puntualmente prescritto da norme legislative o regolamentari

NUOVO QUESITO – La domanda di oggi nell’ambito della nostra training class dedicata alla formazione dei consulenti finanziari riguarda i contratti di apertura di credito. Mettetevi alla prova e tornate lunedì a verificare la risposta.

 

Ai sensi dell’articolo 117-bis del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, la commissione onnicomprensiva prevista per i contratti di apertura di credito:

A: può superare lo 0,5 per cento, per trimestre, della somma messa a disposizione del cliente solo se il prestito ha una durata superiore ai 12 mesi
B: è calcolata in maniera proporzionale rispetto alla somma messa a disposizione del cliente e alla durata dell’affidamento
C: è calcolata in maniera direttamente proporzionale rispetto alla somma messa a disposizione del cliente e inversamente proporzionale rispetto alla durata dell’affidamento
D: può superare lo 0,5 per cento, per trimestre, della somma messa a disposizione del cliente solo se l’ammontare del prestito è superiore ai 50.000 euro

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