Nuovi deflussi per i fondi comuni. In 18 evitano la crisi

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di Matteo Chiamenti 5 Febbraio 2009 | 14:00
Anche il 2009 si apre all’insegna dei deflussi per tutte le categorie di fondi comuni. E’ quanto riportato dai dati di Assogestioni che rivelano un bilancio tra sottoscrizioni e riscatti pari a -4,9 miliardi. Ma tra i singoli gruppi non mancano le buone notizie: son ben 18 le società che a gennaio possono vantare un saldo positivo. Il patrimonio complessivo investito in fondi aperti si assesta a quota 404 miliardi.

Niente di nuovo sul fronte risparmio gestito. I dati relativi alla raccolta dell’industria nel mese di gennaio 2009 confermano quanto già visto lo scorso anno. Il bilancio tra sottoscrizioni e riscatti nel primo mese del 2009 è pari a -4,9 miliardi di euro e il patrimonio complessivo investito in fondi aperti si assesta a quota 404 miliardi di euro.

Il mese di gennaio vede quindi la conferma del trend registrato negli ultimi mesi del 2008, con deflussi per tutte le categorie. I prodotti azionari e bilanciati registrano rispettivamente 108 e 240 milioni di euro di deflussi. Stando al 31 gennaio il patrimonio dei fondi bilanciati si assesta provvisoriamente a quota 18,5 miliardi, il 4,6% del patrimonio complessivo. Gli asset dei fondi azionari sono invece pari a 69 miliardi di euro, una somma che equivale ad oltre il 17% del patrimonio totale investito in fondi aperti.
 
I fondi di liquidità si presentano, invece, all’appuntamento di fine mese con deflussi pari a 262 milioni di euro. Il patrimonio della categoria, equivalente al 21,5% del totale, è di 87 miliardi di euro. In frenata rispetto a dicembre i deflussi per i fondi flessibili, che nel corso del mese in esame registrano riscatti per 786 milioni di euro. Con i suoi 52 miliardi il patrimonio vale poco meno del 13% del totale.
 
Ancora riscatti per i fondi hedge per i quali i deflussi si fermano a quota 1,2 miliardi. Gli asset affidati alla categoria, equivalenti al 4,9% delle masse complessive, sono pari a 19,6 miliardi.

Nel corso del mese continuano ad essere segnati dai riscatti i prodotti obbligazionari. La categoria perde, infatti, 2,3 miliardi. Nonostante gli abbondanti deflussi i prodotti obbligazionari continuano a detenere il 39% del patrimonio, pari a 158 miliardi di euro.

Concentrandosi verso un’analisi per area geografica, si dimezzano, rispetto allo scorso mese, i deflussi dai fondi di diritto Italiano, che registrano perdite complessive per 2,8 miliardi di euro. Il patrimonio investito nei prodotti domestici promossi da gruppi italiani ed esteri equivale oggi a 211 miliardi, oltre il 52% del patrimonio totale.
Sono in leggera frenata i riscatti dei fondi di diritto estero, che si presentano provvisoriamente con deflussi pari a 2 miliardi di euro. Ammontano a 194 miliardi di euro gli asset stimati, il 48% del patrimonio dell’intero sistema fondi.
In tutto il mese i Gruppi Italiani hanno accusato deflussi per 4,7 miliardi. I Gruppi Esteri sfiorano la parità lasciando provvisoriamente sul terreno 165 milioni di euro.

Passiamo ai singoli protagonisti
. Mediolanum ribadisce il suo buon momento, con un incremento della raccolta netta del mese pari a 165,5 milioni di euro. Bene anche Bnp Paribas, Generali ed Azimut che fanno segnalare un saldo positivo pari rispettivamente del 62,4, 30,4 e 11,3 milioni di euro. Ma a queste si aggiungono altre 14 realtà, tra le quali spiccano Credem (+108 milioni) e Fondaco (+287,3 milioni). La maglia nera se la aggiudica invece Pioneer Investment (protagonista però recentemente di un processo di razionalizzazione) con deflussi pari a 2,859 miliardi di euro.

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