Multe sui mutui "scorretti" l'Antitrust non si ferma

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Dopo la sentenza del TAR che annulla le multe comminate dall’Antitrust a 20 istituti di credito, l’autorità garante conferma di aver agito con dovere e si dichiara pronta a rivolgersi al Consiglio di Stato.

Avatar di Marcella Persola5 febbraio 2009 | 14:15

Tutto da rifare. Il Tar del Lazio infatti ha annullato le multe che l’Antitrust aveva comminato a 20 istituti di credito per aver commesso delle scorrettezze circa la portabilità dei mutui.

La vicenda era nata su segnalazione di Altroconsumo, associazione italiana a tutela dei consumatori che aveva presentato un esposto all’utorità garante facendo presente che molte banche avevano indotto i propri mutuatari a “preferire” la sostituzione del mutuo piuttosto che la surroga. In questo modo i clienti venivano orientati a scegliere l’opzione più costosa, quando invece il decreto Bersani prevedeva la portabilità gratuita dei mutui, ossia la possibilità di trasferirli da una banca all’altra senza oneri a carico del mutuo.

Dopo aver condotto un’istruttoria l’autorità guidata da Antonio Catricala’ aveva accertato la violazione delle norme e comminato di conseguenza delle multe ai seguenti istituti di credito: AntonVeneta (460mila), Banca Carige (420mila), Banca Nuova (440mila), Banca popolare di Bergamo (450mila), Banca popolare di Sondrio (410mila), Banca popolare di Verona (320mila), Banca popolare di Vicenza (440mila), Banca Sella (300mila), Banco di Sicilia (450mila), Bipop Carire (420mila), Bnl (450mila), Bpl (350mila) e Bpm (420mila), Credito Artigiano (250mila euro), Credito Emiliano (420mila), Deutsche Bank (500mila), Montepaschi (350mila), Intesa Sanpaolo (480mila),  UniCredit Banca (500mila), UniCredit Banca di Roma (500mila).

Ma gli istituti di credito non hanno incassato le multe, anzi hanno presentato istanza al Tar del Lazio, che ieri ha dato loro ragione. Ma Antonio Catricala’ non sembra intenzionato a fermarsi. A margine di un’audizione alla Camera ha confermato: «Noi siamo convinti di aver svolto il nostro dovere con la massima attenzione. Siamo sereni – ha detto il presidente dell’Antitrust – perché’ riteniamo che la nostra tesi sia corretta. Dovremo leggere la motivazione del giudice. E se ci saranno motivi di ricorso, ricorreremo al Consiglio dei Stato».


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