Certificati, le opportunità dei bonus negoziati

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di Biagio Campo 9 Febbraio 2009 | 08:40
Il crollo dei mercati ha messo a dura prova i certificati e non è facile trovare sul SeDeX titoli con la barriera inviolata. Tra i bonus certificate analizziamo il comportamento dell’emissione di UniCredit, sul Dj Euro Stoxx 50, scadenza marzo 2013, il cui indice è ancora sopra del 25% rispetto alla barriera.

Nelle ultime sedute sono state numerose le nuove emissioni sul SeDeX, che hanno riguardato twin win, butterfly, protect bonus, mini future e bonus, tuttavia gli investitori sono ancora piuttosto avversi a prendere posizioni su certificati che non garantiscono la protezione del capitale, a fronte di quanto accaduto alla maggior parte dei prodotti già emessi i quali, a seguito dei ribassi dei mercati azionari, hanno toccato la barriera al ribasso facendo venire meno gran parte delle possibilità di guadagno e diverse condizioni legate alla protezione del capitale.

Complice l’emissione nel marzo 2008, ovvero a crisi giù scoppiata e quindi lontano dai massimi, osserviamo il comportamento del certificato bonus, emesso da UniCredit, sull’indice Dj Euro Stoxx 50, che è riuscito a non toccare la barriera, lasciando intatte le possibilità di guadagno. La barriera è posta a 1.773, il livello del bonus è del 144 per cento, con strike 3.546, il titolo è scambiato sul SeDeX a 64,5 euro e prevede la scadenza l’11 marzo 2013. 

Il certificato è riuscito a seguire l’indice ed entrambi hanno perso circa il 35 per cento dall’11 marzo 2008.
L’investitore che avesse sottoscritto il certificato avrebbe maturato una perdita potenziale leggermente maggiore rispetto a quanto sarebbe derivato dall’acquisto dell’indice, per la mancata ricezione dei dividendi, tuttavia l’Euro Stoxx 50 è ancora sopra del 25 per cento rispetto alla barriera posta a 1.773 punti, per questo, seppur ridotte, rimangono ancora forti le possibilità di ricevere a scadenza il bonus del 44 per cento, in aggiunta al capitale investito.

L’investitore che lo avesse acquistato dovrebbe venderlo, solo a fronte di una forte visione negativa di mercato, tale da prevedere lo sfondamento della barriera, nel qual caso converrebbe, a seconda dei profili di rischio prendere strumenti con posizione short, titoli obbligazionari, liquidità, o in ultima analisi anche l’indice sottostante, per le sue maggiori caratteristiche di liquidità.

Viceversa, il risparmiatore con una visione laterale o rialzista di mercato, con un sostanziale rientro dei livelli di volatilità, potrebbe prendere posizione sul certificato che, qualora non toccasse la barriera, garantirebbe un rendimento del 121 per cento per quattro anni, a fronte di un teorico 15 per cento di mancati dividendi percepiti. Se infatti un andamento laterale dei mercati permetterebbe al certificato extra rendimenti rispetto al sottostante, anche una vivace ripresa dei corsi verrebbe interamente riflessa nel valore del certificato.  

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