OPEC: stop alla speculazione sul prezzo del barile

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di Marco Mairate 29 Gennaio 2009 | 13:30
L’OPEC chiede un giro di vite sul mercato spot del petrolio per evitare nuove speculazioni sul prezzo del greggio. La diatriba verte sul prezzo dei vari tipi di petrolio attualmente prodotti, prezzi determinati attraverso i mercati elettronici (spot) di New York (NYMEX) o l’IPE di Londra.

Dato che il prezzo dei differenti greggi viene costruito sui futures, la speculazione l’ha fatta da padrona nei passati due anni, quando il petrolio, e in generale tutte le commodity, hanno segnato prezzi record che nel caso del petrolio hanno raggiunto la cifra stratosferica di 147 dollari al barile, segnati lo scorso luglio.

L’Organizzazione dei Paesi Esportatori (OPEC),  ha chiesto tramite il segretario generale, Abdallah el-Badri (nella foto) di mettere mano all’enorme speculazione che ruota intorno al prezzo del greggio: “Ad oggi  è impossibile sapere chi sta comprando e vendendo titoli futures (sul petrolio)” avrebbe detto durante un’intervista a Bloomberg.

“Il problema della formazione dei prezzi del greggio, è però più complesso e si scontra con il conflitto latente tra i regolatori Usa vicini al governo (intenzionati da tempo a promuovere svariati giri di vite) e i funzionari della Commodity Futures Trading Commission che sembrano sottostimare il peso dei fondi speculativi nel mercato petrolifero.
Se è vero che a promuovere in piena estate la discesa del prezzo del barile era stato lo sblocco delle riserve e il conseguente aumento dell’output, non va dimenticato che il mercato dei “barili di carta” era andato in contrazione in netto anticipo: dai circa 115 mila contratti futures siglati a marzo a New York si era scesi agli appena 52 mila del mese di luglio. A settembre il Congresso degli Stati Uniti ha approvato un testo di legge destinato a limitare le pratiche speculative nel settore energetico attraverso l’abolizione, tra le altre cose, del cosiddetto “Enron Loophole”, quel provvedimento del 2000 che consente di fatto agli investitori di assumere legalmente posizioni speculative nel mercato dei derivati. L’approvazione del senato, tuttavia, non è mai arrivata” riporta il sito www.Valori.it

Oggi il petrolio (Brent) scambia di poco sotto i 45 dollari al barile, quasi un terzo rispetto il prezzo di luglio 2008 quando il barile era ‘gonfio’ di soldi provenienti da fondi hedge e semplici investitori che anche attraverso gli Etf possono prendere posizione al ribasso o al rialzo sull’oro nero.

(Nel grafico a fianco l’andamento del West Texas Intermediate Crude 1/1/1998–31/12/2008)

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