Etf, due protagonisti USA pronti al debutto europeo

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di Redazione 14 Gennaio 2009 | 12:20
Marcello Chelli, responsabile degli Etf, Certificate e Warrant quotati su Borsa Italiana da Lyxor, commenta il bilancio positivo di Lyxor nel 2008 e gli ingredienti segreti che stanno alla base del successo dei suoi strumenti.

Sono gli emittenti del più grande Etf d’Europa e detengono la leadership del mercato italiano in un settore che è in costante crescita. E proprio per questo Marcello Chelli, responsabile degli Etf, [b]Certificate[/b] e [b]Warrant[/b] quotati su [s]Borsa Italiana[/s] da Lyxor, società del gruppo [s]Societe Generale[/s], ha spiegato ad ADVISOR su quali nuovi prodotti la società francese si orienterà nel 2009 per rispondere ai nuovi competitor che quest’anno entreranno nel ricco mercato dei “cloni” nostrano ed europeo.

Qual è il bilancio del 2008?
Direi che è stato un anno positivo per Lyxor in Italia. A fine agosto abbiamo raggiunto un nuovo record di patrimonio in Italia, oltre 6 miliardi, e anche durante i mesi più difficili della crisi non abbiamo quasi sofferto di rimborsi netti negativi, ma solo della naturale contrazione dei prezzi azionari. Anche a livello europeo i nostri “replicanti” sono stati ampiamente apprezzati durante le fasi più impegnative dei mercati: si pensi per esempio al [b]Lyxor ETF DJ Euro Stoxx 50[/b], il più grande Etf in Europa, che dal primo dicembre 2007 al primo dicembre 2008 ha aumentato le proprie quote del +126%, a fronte di un crollo dell’indice di riferimento del -48%.

Qual è il segreto del successo di questi strumenti?
In questa fase economica le caratteristiche più apprezzate degli Etf sono la possibilità di realizzare investimenti/disinvestimenti in tempo reale, al fine cioè di sfruttare e/o immunizzare eventuali “strappi” del mercato e la certezza in merito alla loro reale esposizione.
In altre parole ciascun Etf è sempre esposto al 100% al proprio benchmark, senza il rischio di investimenti in asset class non pertinenti, come liquidità, [b]obbligazioni[/b] e [b]corporate bond[/b].

Nell’anno appena concluso, tra i vostri replicanti quali hanno ottenuto maggior successo, in termini di raccolta e controvalore?
Nel 2008 abbiamo confermato la nostra leadership in Italia in termini di patrimonio, pari al 47% del totale, contratti, 50% e controvalore 50%. Per ovvie ragioni l’Etf di liquidità [b]Lyxor ETF Euro Cash[/b] ha riscosso il maggior successo con scambi, solo su Borsa Italiana, di oltre 5,3 miliardi di euro. Le ragioni di un tale apprezzamento sono semplici: fin dal suo lancio questo strumento non ha mai registrato un giorno con un rendimento negativo; lo spread denaro-lettera è stato di appena mezzo punto base, mentre la liquidità è stata assicurata per 35 milioni su Borsa Italiana e per importi molto superiori sull’Otc. Infine, la quotazione bid-ask, che rimane fissa tutta la giornata, è sempre stata centrata sulla NAV ufficiale. Attualmente stiamo registrando un rinnovato interesse anche sugli altri 8 Etf su Titoli di Stato dell’Area Euro.


Nel 2009 avete in mente di lanciare nuovi prodotti? Su quali sottostanti vi orienterete?

Sarà impossibile continuare a lanciare nuovi Etf con i tassi di crescita registrati nel 2008 e 2007: la gamma di strumenti è già molto ampia, in Italia sono quotati 77 Etf e si corre il rischio concreto di quotare strumenti di nicchia con poche chance di raggiungere il break-even in termini di patrimonio raccolto. Pensiamo che la nostra gamma potrebbe essere eventualmente completata relativamente a qualche [a]emerging markets[/a] e a qualche [a]sottostante[/a] non convenzionale.
Comunque sia, crediamo fermamente nell’architettura aperta, cioè nella necessità di lasciare la possibilità a soggetti terzi ed indipendenti di operare come market maker sui nostri Etf.
Attualmente in Europa 24 intermediari offrono liquidità sui nostri cloni e cercheremo di incrementare ulteriormente questo elemento di forza e di differenziazione rispetto ai competitor.

Perché temete che aumenterà la competizione in questo settore?
Da quello che sappiamo almeno un’altra banca di investimento dovrebbe quotare i propri Etf su Borsa Italiana nel 2009 ed esistono rumor in merito all’entrata di due banche statunitensi nell’industry degli Etf europei.


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