Etf, indici statunitensi

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di Biagio Campo 10 Febbraio 2009 | 14:40
Per investire sull’azionario Usa sono stati lanciati due nuovi Etf che replicano le performance degli indici Russell 1000 e Russell 2000. I due Etf offrono vantaggi in termini di performance e diversificazione, tuttavia gli indici sottostanti, sebbene negli Usa vengano utilizzati dai principali gestori, in Italia sono poco conosciuti ed il pubblico retail sembra non aver colto le opportunità presenti.

A poco meno di dieci sedute dall’inizio delle contrattazioni, iniziate lo scorso 29 gennaio, analizziamo meglio le caratteristiche dei due Etf che replicano gli indici Russell 1000 e Rusell 2000, lanciati dall’emittente Etf Securities.
Russell è forse poco conosciuta in Italia, ma è una delle società di primo piano nel panorama del risparmio gestito mondiale, ma soprattutto leader nella creazione e gestione di indici, due dati tra tutti evidenziano questa caratteristica; il 63 per cento dei prodotti istituzionali utilizza infatti gli indici Russell 1000 e 2000 come benchmark, ed il 56 per cento degli attivi dei fondi azionari USA e’ basato sui benchmark di Russell.

I due prodotti permettono di replicare rispettivamente il 90 e l’8 per cento degli indici statunitensi (il più conosciuto S&P si ferma al 66 per cento), con notevoli vantaggi in termini di diversificazione, ai quali si aggiungono performance storicamente superiori, rispetto a buona parte dei benchmark più conosciuti in Europa, quali il Dow Jones Industrial Average e lo S&P 500.

L’indice Russell 1000 replica la performance del segmento large-cap delle azioni quotate negli USA e che vede tra le prime cinque società Exxon Mobil, General Electric, Microsoft, Procter & Gamble, e Johnson & Johnson. L’indice dispone di un beta basso, ovvero rappresenta un portafoglio difensivo e riesce quindi a sovraperformare il mercato, durante le fasi di debolezza ed incertezza.
Come evidenziato dal grafico, il Russell 1000 è riuscito a sovraperformare costantemente il Dow Jones Industrial Average nel corso degli ultimi 5 anni. La diversificazione settoriale è massima e riflette la completezza e la maturità del mercato azionario statunitense. In particolare l’Etf è rivolto ad investitori, con un profilo di rischio medio, che una visione incerta o di moderato rialzo dei mercati.

L’indice Russell 2000 riflette l’andamento delle small-cap americane e storicamente è riuscito a cogliere quelle che nel tempo sono diventate le future large-cap, Microsoft e Google tra gli ultimi casi. Le prime cinque società in portafoglio sono Alexion Pharmaceuticals, OSI Pharmaceuticals, Myriad Genetics, Energy Conversion Devices e W-H Energy Services. Il beta è piuttosto elevato, rappresentando un investimento rivolto ad investitori con un’elevata propensione al rischio ed una visione positiva di mercato, ma anche una visione di lungo periodo, nella quale gli eventuali cali dei prossimi mesi, possano essere ampiamente annullati dal fisiologico trend di crescita delle borse.
Il grafico mostra il buon andamento del Russell 2000 rispetto allo S&P 500 ed al settoriale MSCI Us Small Cap; la diversificazione settoriale è elevata e, insieme all’ampio numero di imprese, consente una riduzione globale del rischio.

I due Etf non hanno ancora registrato forti scambi nel segmento Plus di Borsa Italiana, mentre sono già stati ampiamente apprezzati dalla clientela istituzionale, i cui ordini passano direttamente attraverso i market maker. E’ facile prevedere che, una volta portati alla conoscenza del vasto pubblico retail, i due Etf possano diventare una componente imprescindibile dell’investimento azionario rivolto agli Stati Uniti. 
 

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