Certificati, equity protection short

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di Biagio Campo 16 Febbraio 2009 | 08:40
Poco conosciuti al pubblico dei risparmiatori, gli equity protection short hanno ottenuto ottimi rendimenti, a fronte di un rischio minimo, grazie alla protezione del capitale. Vediamo il comportamento del protection short di Societe Generale sull’indice cece (est Europa).

Gli equity protection sono i certificati più diffusi nel mercato italiano, gli investitori hanno apprezzato la natura difensiva del prodotto che consente la protezione, totale o parziale a seconda della specifica emissione, lasciando la partecipazione ai rialzi del sottostante, la cui percentuale dipende dalla presenza o meno di un cap.
Meno conosciuti al panorama del risparmio gestito gli equity protection che permettono di prendere una posizione corta sul mercato, ovvero proteggono il capitale in caso di rialzi dell’indice sottostante, mentre consentono di partecipare ai guadagni, a fronte dei ribassi del sottostante.

Osserviamo l’andamento del protection short di Societe Generale sull’indice cece, ovvero le trenta azioni più liquide del mercato azionario ceco, polacco e ungherese, negoziato sul SeDeX di Borsa Italiana.

Il certificato è stato emesso il 18 ottobre 2007, con scadenza 18 ottobre 2010, la protezione del capitale è totale, e non sono previsti limiti alla partecipazione dei rialzi.
A fronte di un prezzo di emissione pari a 100, il certificato è ora trattato a 166, avendo beneficiato del ribasso dell’indice ceca. 


(grafico fonte Societe Generale)

Come evidenziato dal grafico la performance del certificato non ha seguito in maniera lineare il ribasso del sottostante, per la protezione del capitale che inevitabilmente riduce l’elasticità delle variazioni, tuttavia il risultato da ottobre 2007, offerto a fronte di un rischio molto basso a seguito della completa protezione del capitale, è stato ottimo, con un rialzo del 65 per cento.
Coloro che l’hanno acquistato dovrebbero venderlo nel caso di visione positiva dei mercati, che porterebbe ad una riduzioni di prezzo del certificato, viceversa gli investitori che continuano ad avere una view negativa sui mercati dell’est Europa, potrebbero valutare un ingresso, ben consci tuttavia che, comprando il prodotto a 166 euro, verrebbe meno la protezione garantita del capitale investito, in quanto fissata al valore di 100 relativo al prezzo di emissioni.

Risulta senza dubbio facile trovare gli errore delle strategie di asset allocation adottate in passato, tuttavia è altrettanto semplice considerare che questi prodotti, nonostante un buon rapporto rischio/rendimento, non hanno trovato un’adeguata diffusione nel mondo del risparmio gestito; una tematica che ben riflette l’assenza di una qualificata ed indipendente consulenza offerta alla clientela

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