Certificati, la mobilità sostenibile

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di Biagio Campo 17 Febbraio 2009 | 08:40
Le grandi tematiche sulle quali avevano puntato i certificati non sono riuscite ad evitare i cali dei mercati finanziari. Tra i certificati emessi, osserviamo il comportamento del singolare Vontobel Smart Mobility, che investe sulla mobilità sostenibile.

Il crollo dei mercati non ha risparmiato i segmenti più innovativi, sui quali avevano puntato numerosi certificati, tra questi il Vontobel Smart Mobility TR Index Open End Certificates, lanciato a luglio 2008, era senza dubbio uno dei più interessanti.

Il certificato investe sulla mobilità sostenibile, ovvero in imprese che offrono, in modo innovativo ed efficiente, nuove soluzioni di trasporto per ottimizzare i flussi di traffico e rendere più interessanti le modalità di trasporto eco-compatibili, quali il traffico lento o il trasporto pubblico in generale, contribuendo ad attenuare il problema del riscaldamento del pianeta.

L’indice è composto da 16 azioni aventi un medesimo peso, facenti parte di quattro differenti settori: soluzioni innovative di trasporto e sostituzione del trasporto (le statunitensi EBay, Jds Uniphase, la norvegese Tandberg e la svedese Teliasonera); trasporto lento e trasporto navale (le giapponesi Shimano, Mitsui, Kawasaki Kisen Kaisha e la coreana Hyundai Mipo Docyard); trasporto pubblico e trasporto integrato di merci su strada/rotaia (le britanniche Firstgroup, Arriva, National Express Group, e la tedesca Vossloh), ottimizzazione del trasporto privato (le statunitensi Johnson Control, Roper Industries, la brasiliana Weg e la francese Valeo).
Ogni tre mesi è eseguita una ricomposizione dell’indice, per garantire che le imprese rappresentate continuino a soddisfare i criteri di una condotta ecologicamente efficiente e le condizioni per una mobilità sostenibile.

La capitalizzazione minima delle società deve essere pari a 500 milioni di euro, tuttavia leggendo le società presenti nel paniere, emerge come Vontobel abbia optato, in aggiunta ad una buona diversificazione geografica, ad una capitalizzazione piuttosto alta delle aziende, elemento che senza dubbio ha permesso al certificato di evitare il crollo, a fronte della grande avversione al rischio presente sui mercati.


(Grafico fonte Vontobel)

Come evidenziato dal grafico, il certificato, emesso a 98 euro, ha settembre è stato vittima dei cali dei mercati, e da novembre è all’interno di una fase laterale, nella quale è riuscito a sovraperformare gli indici; attualmente viene scambiato sul SeDeX di Borsa Italiana a 66,5 euro. 

Il certificato non ha scadenza
e incorpora una commissione di gestione annua pari all’1,6 per cento; il rischio dell’investimento corrisponde a quello diretto di titoli azionari come qualsiasi benchmark o certificato tematico presente sul mercato, in quanto non sono previste protezioni del capitale e neppure effetti leva al ribasso o al rialzo.

La tematica della mobilità sostenibile è stata interpretata in maniera piuttosto allargata da parte di Vontobel
, per questo gli investitori maggiormente propensi al rischio, che potevano desiderare una visione maggiormente specifica sulla mobilità, così come aziende più aggressive e di più piccola dimensione, potrebbero rimanere delusi della scelta fatta dalla banca svizzera, tuttavia il certificato punta al più vasto mondo del risparmio gestito, che nell’ottica di diversificazione settoriale, può trovare nello Smart Mobility un’alternativa di investimento.

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