Etf, navigare sulla crisi

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di Biagio Campo 18 Febbraio 2009 | 16:15
Tra gli Etf emessi nell’ultimo mese, il Global Steel Large sulle spedizioni marittime è uno dei più interessanti, l’indice baltico utilizzato come sottostante è ai minimi storici e nelle ultime settimane ha offerto un discreto rimbalzo, che tuttavia si presta a molteplici significati.

A fine gennaio l’emittente Etf Securities ha lanciato sul mercato italiano 13 nuovi prodotti, che hanno portato una grossa innovazione, ampliando fortemente l’offerta dei mercati accessibili agli investitori retail.
Tra gli Etf tematici, è stato senza dubbio oggetto di grande attenzione il Global Steel Large, che riflette il costo delle spedizioni marittime, essendo in buona parte ancorato all’indice baltico, che misura la domanda quotidiana di noleggio di navi da trasporto, ed è quindi un buon anticipatore di ciclo, in quanto misura la richiesta di mezzi per il trasporto di materie prime e di prodotti finiti.

Come indicato dal grafico sotto riportato, dopo una fase laterale durata dal 1989 al 2003, l’indice in oggetto ha iniziato una fase di forte volatilità, che lo ha portato al livello record di 12.000 punti del 2007/2008, per poi correggere fortemente fino a sotto i 2.000 punti, venendo trattato ai minimi degli ultimi 22 anni.

(Grafico fonte Deutsche Bank)

La ripresa evidenziata nelle ultime settimane si presta a molteplici opinioni; è possibile infatti che si tratti di un semplice rimbalzo di natura tecnica, che sia invece l’anticipazione di un inizio di ripresa dell’attività economica, oppure più probabilmente un ulteriore riflesso dell’aggravarsi della crisi; sembra infatti che per far fronte al mantenimento degli stock invenduti, principalmente nel settore auto, gli operatori internazionali abbiano deciso di lasciare le merci all’interno delle navi da trasporto, non essendoci materialmente nuovi spazi per il deposito delle merci.

Per il mondo del risparmio gestito è senza dubbio un indice da monitorare costantemente, per il grande valore informativo e la diversificazione; l’industria dei [a]fondi comuni[/a] non offre infatti prodotti con questo sottostante. Coloro che ritengono prossima una ripresa del ciclo economico, possono inoltre valutare un ingresso a livelli di prezzo storicamente molto bassi, consci che l’investimento comporti un rischio alto, paragonabile ad un’esposizione azionaria.

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