Certificati, aggrapparsi agli alimentari

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di Biagio Campo 20 Febbraio 2009 | 13:30
Poco presente nei portafogli italiani, il settore alimentare è notoriamente difensivo e nelle fasi di calo può garantire performance superiori a quelle degli indici. Sul SeDeX è negoziato un certificato di Banca Imi sull’indice europe DJ Euro Stoxx Food & Beverages, che è riuscito ad arginare il crollo dei mercati.

Il settore alimentare è considerato uno dei più difensivi e quindi più in grado di far fronte all’incertezza ed ai cali dei mercati finanziari, per gli investitori che desiderano prendervi posizione, sul SeDeX di Borsa Italiana è negoziato il Reflex Food & Beverages, emesso da Banca Imi.

Il certificato riflette l’andamento dell’indice azionario DJ Euro Stoxx Food & Beverages, costituito dalle azioni delle principali società dell’Area Euro operanti nel settore alimentare, quali Unilever, Danone, Pernod-Ricard, InBev, Heineken, Royal Numico, Coca Cola (la società quotata in Grecia), Parmalat, Kerry, IAWS, C group, CSM, Ebro Puliva; non risultano quindi presenti i grandi player statunitensi e la svizzera Nestle.

La data di emissione del certificato è stata il 23 maggio 2007, appena prima che i mercati azionari iniziassero la fase ribassista ancora in atto, mentre la scadenza è prevista per il 16 settembre 2011.
Ad oggi il titolo è trattato a 1,9 euro, in calo del 40 per cento dal prezzo di emissione, un risultato senza dubbio pesante, ma che risulta ampiamente migliore rispetto ai principali indici internazionali e domestici, con lo S&P/Mib che nello stesso periodo ha perso attorno al 65 per cento.

Il settore alimentare, è scarsamente rappresentato negli indici italiani, a causa della scarsa dimensione delle numerose imprese domestiche, ma soprattutto per il controllo familiare o estero sulle realtà più strutturate, elementi che si traducono in una generale sottoponderazione del comparto nei portafogli dei risparmiatori italiani. Gli utili del settore alimentare sono meno soggetti ai momenti di crisi, in quanto forniscono una componente imprescindibile nei consumi quotidiani, per questo rappresentano una buona difesa nei momenti di crisi. Gli analisti sono attualmente concordi nel consigliare di sovrappesare il settore, all’interno della ricchezza finanziaria destinata all’azionario, ed a seguito degli ultimi cali il rapporto prezzo utili è ai minimi storici, con un dividend yield ampiamente superiore ai rendimenti obbligazionari, nonostante il calo degli utili nel 2009 dovrebbe essere a doppia cifra.

Il settore è senza dubbio interessante, tuttavia non è in grado di sottrarsi all’irrazionalità dei mercati, per questo rimane comunque un investimento per risparmiatori con una buona propensione al rischio.

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