Etf – sfruttare gli indici di credito

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Con gli attuali spread di mercato gli indici di credito permettono buoni guadagni, a fronte di un rischio paragonabile a quello obbligazionario; osserviamo con Mauro Giangrande di Db X-Trackers, i prodotti disponibili sul mercato italiano.

Biagio Campo di Biagio Campo27 febbraio 2009 | 15:30

Db X-Trackers, piattaforma degli ETF di Deutsche Bank ha introdotto in Italia gli Etf sugli indici di credito, che permettono di prendere posizione sul mercato dei credit default swap (cds), attraverso l’acquisto di protezione (versione short) oppure la vendita di protezione (versione long), nei confronti delle principali società europee. I cds riflettono il rischio di default di un emittente obbligazionario, rappresentando il costo della protezione richiesto dal mercato, per questo un aumento dei cds equivale ad un ampliamento del rischio di dafault.

I primi Etf su indici di credito sono stati lanciati in Europa nel luglio 2007
, ad oggi la raccolta ha superato i 700 milioni, mostrando un ottimo interesse soprattutto da parte della clientela istituzionale; “abbiamo deciso di quotare i principali indici di credito sulle debito di società europee sia investment che sub investment grade, registrando una buona risposta soprattutto dal canale istituzionale, che attraverso gli Etf quotati possono esporsi al mercato del credito senza prendere una posizione sui tassi di interesse, eliminando quindi il rischio duration”, spiega Mauro Giangrande, responsabile Db X-Trackers.

I risparmiatori retail non hanno ancora pienamente beneficiato delle offerta dell’emittente tedesco, probabilmente perché i cds sono ancora uno strumento poco conosciuto, tuttavia il rischio di acquistare dei cds non è diverso da quello di un investimento obbligazionario e le possibilità di guadagno, a seguito dei livelli di spread attualmente raggiunti, sono particolarmente interessanti; “strumenti più complessi non significano un rischio maggiore, le opportunità offerte dal comparto sono interessanti, con spread che garantiscono ottimi rendimenti, ad esempio sul Db X-Trackers Ii Itraxx Crossover 5-Year, abbiamo attualmente uno spread di oltre 1.000 basis point, un dato che, qualora lo spread dovesse rimanere fermo, porterebbe ad un rendimento su base annua del 11,5 per cento circa nella versione long, calcolata aggiungendo al tasso Eonia il 10 per cento dello spread”.


(Grafico fonte Deutsche Bank)

Gli investitori che ritengono che si allargherà ulteriormente lo spread, ovvero il rischio di dafault delle società che compongono gli indici sottostanti, dovrebbero quindi prendere posizione nella versione short, viceversa coloro si aspettano un miglioramento degli spread, dovrebbero optare per la versione long.

Nel dettaglio l’offerta di Db X-Trackers, sugli indici di credito, presenti sia in versione long che short, riguarda:
Db X-Trackers Ii Itraxx Crossover 5-Year, composto da 50 società europee con rating sub investment grade, ovvero BBB-/Baa3/BBB;
Db X-Trackers Ii Itraxx Eu Sen Finan 5-Y, nel quale rientra il debito senior di 25 compagnie finanziarie europee, con rating pari o superiore al sub investment grade;
Db X-Trackers Ii Itraxx Eu Sub Finan 5-Y, che rispetto al titolo sopra citato, dispone di un debito non senior ma bensì subordinato, più rischioso in quanto in caso di dafault viene rimborsato successivamente a quello senior;
Db X-Trackers Ii Itraxx Europe 5-Year, composto da 125 società europee (10 del settore auto, 30 del settore consumi, 20 del settore energia, 20 del settore telecomunicazioni, 20 del settore industriale, 25 del settore finanziario) con un rating investment grade;
Db X-Trackers Ii Itraxx Hivol 5-Year rappresentati da un insieme variabile di 30 compagnie aventi un rischio di credito più elevato fatto registrare il mese antecedente alla selezione semestrale tra i 100 soggetti compresi nell’indice iTraxx Europe non-financials.


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