Certificati – Perdere il 60 per cento con i bonus

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Biagio Campo di Biagio Campo 2 Marzo 2009 | 08:20
Nella scelta del certificato bisogna porre grande attenzione al sottostante e non solo alle caratteristiche del titolo; vediamo come si è comportato il bonus di Societe Generale su Vallourec, azienda francese che produce tubi di acciaio.

Non ha pagato la scelta di Societe Generale di puntare su Vallourec, azienda francese attiva nella produzione dei tubi di acciaio, come sottostante per il certificato bonus emesso il 12 marzo 2008. La società ha infatti fortemente subito il calo della domanda mondiale di acciaio, conseguente alla riduzione della produzione internazionale del settore automobilistico e delle costruzioni, rappresentando anche venerdì il peggior titolo del listino parigino.

Le protezioni offerte dal bonus sono venute meno una volta che Vallourec ha toccato la barriera al ribasso lo scorso 10 ottobre 2008, scendendo sotto i 108,76 euro, a fronte di uno strike di 145 euro; per questo il certificato riflette in maniera lineare il valore dell’azione Vallourec, a cui si aggiunge lo svantaggio della mancata ricezione di eventuali dividendi e dell’assenza di scambi sul mercato secondario di Borsa Italiana, con il rischio di dover pagare un bid/ask piuttosto ampio, in caso di vendita del certificato, ora scambiato a 39,4 euro, dopo un prezzo di emissione attorno ai 100 euro. 

La barriera era posta ad un livello piuttosto basso (25 per cento) e la domanda di acciaio era data in calo già dalla fine del 2007, per quello che veniva considerato un fisiologico raffreddamento del ciclo economico, per questo Vallourec probabilmente non rappresentava il miglior sottostante per valorizzare le caratteristiche difensive dei bonus.

La scadenza del certificato è fissata per il 5 marzo 2010 e le opportunità per gli investitori che avessero sottoscritto lo strumento sono dolorose, vendere il titolo porterebbe ad una perdita di oltre il 60 per cento su base annua, ma un eventuale rimbalzo del titolo verrebbe meglio riflessa dall’azione.

Il caso evidenziato mostra come sia fondamentale monitorare attentamente il sottostante scelto dall’emittente e non solo le caratteristiche del certificato. 

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