Etf – Indici Russell a confronto

A
A
A
Avatar di Fabio Coco 13 Marzo 2009 | 09:40
Gli indci Russell 1000 e 2000 sono tra i più utilizzati dagli investitori istituzionali americani. Se il primo, però, è indicato per strategie difensive, il secondo è un benchmark per chi non ha paura.

Prendendo spunto dalla conferenza di ieri sul lancio di nuovi Etf da parte di Securities Ltd e dalle esaustive spiegazioni del loro responsabile Etf Italia, Massimo Siano, colgo l’occasione per illustrare differenze e peculiarità tra gli indici [a]Russell 2000[/a] e [a]Russell 1000[/a].

Sottoscrivere prodotti con sottostanti questi due indici, significa entrare nel mercato azionario delle società americane, con una penetrazione del 98%. Infatti, se il Russell 2000 rappresenta l’8% del mercato statunitense, il Russell 1000 copre il 90%.

In sostanza, con due Etf, uno per indice, come quelli recentemente emessi da Etf Securities Ltd, si ha la replica dell’interno mercato americano. Si pensi al fatto che altri indici, come [a]S&P 500[/a], rappresentano solo al 66% il mercato statunitense, mentre l’indice MSCI è talmente poco utilizzato dagli investitori istituzionali americani, da costituire solo lo 0,1% del mercato istituzionale.

Competitivi sui costi (TER pari allo 0,35%), i due Etf appena lanciati sono molto liquidi: la liquidità di un fondo è collegata alla liquidità del sottostante e gli indici Russell 1000 e 2000, negli Stati Uniti, sono tra i più liquidi in assoluto.

Inoltre, ben il 63% dei fondi istituzionali USA utilizza questi indici come benchmark; considerando solo il Russell 2000, è possibile penetrare il mercato delle società small cap americano, con un peso del 98%.

Anche in Europa questi due indici sono tra i più utilizzati. A differenza dello S&P 500, che aggiorna il proprio paniere di imprese una volta l’anno sulla base della decisione di un comitato, i Russell sono più automatici. Difatti, riguardo le IPO (Initial Public Offering), i Russell sono aggiornati su base quadrimestrale, attraverso una metodologia, quindi, basata su regole e non su decisioni soggettive di un comitato.

I DUE INDICI A CONFRONTO

Il Russell 1000 misura la performance delle prime mille società per capitalizzazione, appartenenti al segmento large-cap degli USA. Tra le principali, per farsi un’idea, ci sono società come [s]Microsoft[/s], Procter & Gamble, Johnson & Johnson e General Electric.

Avere come sottostante queste stabili aziende è una sicurezza. Il basso beta del Russell 1000 lo qualifica come portafoglio difensivo nel settore large cap, adattandosi bene l’indice all’attuale congiuntura molto volatile. Non ci si scordi che il Russell 1000, proprio nelle fasi di alta incertezza, ha performato meglio di altri indici.

Il Russell 2000, invece, si concentra sul segmento americano small-cap. Se il Russell 1000 è molto più diversificato, il Russell 2000 è un indice concentrato, che replica minori settori rispetto al primo benchmark. In caso di ripresa economica, comunque, il Russell 2000 ha performato meglio degli altri indici (come accaduto, per esempio, nel 2002), sfruttando i rendimenti attesi in fase di rialzo.

Il Russell 2000 presenta un beta elevato, indicandolo come un portafoglio aggressivo, essendo costituito da piccole società sulle quali l’investitore punta a capitalizzare in caso di rialzo del mercato USA. Ne consegue che, a maggior rischio, si può portare a casa un maggior rendimento, ma riferendosi ad un arco temporale di lungo periodo.

In conclusione, se il Russell 1000 è indicato per strategie difensive, il Russell 2000 è per chi non teme la recente volatilità. Non a caso è il benchmark più utilizzato negli Stati Uniti nel settore bancario.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

WisdomTree completa l’integrazione di ETF Securities

Siano via da WisdomTree

Etf Securities: gli investitori in Etp scoprono l’oro

WisdomTree e Etf Securities, affare fatto

LGIM porta a termine l’acquisizione di Canvas

Etf Securities lancia tre prodotti su energia, ecommerce e malattie rare

Etf Securities: metalli industriali ed energia per il 2018

Etf Securities: materie prime piatte nel 2018, interesse per i metalli rari

Etf Securities cede a Lgim la piattaforma Canvas

Etf Securities vende a WisdomTree il business europeo, Etf esclusi

Etf Securities: il “palloncino” degli asset globali si sgonfierà, ma senza esplodere

Etf Securities: svolta in vista per i tassi di interesse globali

Siano (Etf Securities): “Con la Brexit prevedo tempi bui per la sterlina”

ETF Securities, record di afflussi nel 2016

Etf Securities, cosa c’è dietro al crollo della sterlina

Etf Securities: gli effetti del populismo sui portafogli di investimento

Etf Securities, nel primo semestre corrono gli Etp sull’oro e quelli short e a leva

Etf Securities: gli investitori temono la Brexit più di Grecia e Cina

Etf Securities, i tassi sotto zero spingono le quotazioni dell’oro

ETF Securities e Lombard Odier Investment Managers creano assieme 4 etf

Sicurezza informatica, a Piazza Affari arriva un nuovo Etf

Etf Securities quota 20 nuovi prodotti short e a leva

Etf Securities, ecco come scovare la nuova Google

Etp, all’oro gli investitori preferiscono materie prime più cicliche

Etf Securities: nominata Melanie Svalander a capo della comunicazione

Etf Securities, quattro nuovi replicanti lisci come… il petrolio

Etf Securities lancia 18 etc su Borsa Italiana

Etf Securities porta i currency anche in Germania

Etf Securities lancia 4 Etf di terza generazione

Etf Securities vale 350 milioni di dollari

Etf Exchange lancia 4 nuovi fondi con leva doppia

Etf Securities lancia il primo Etc sull’oro fisico custodito a Zurigo

Etc – Commodities a livelli record

NEWSLETTER
Iscriviti
X