Certificati – Contratti in calo sul Sedex

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di Fabio Coco 15 Aprile 2009 | 08:40
502 sono i contratti in meno a marzo sul Sedex, rispetto al mese precedente. Sebbene il valore degli scambi sia stato superiore, a marzo, tuttavia, il numero delle nuove emissioni è bruscamente scemato, solo 187 rispetto le 500 di febbraio.

Frena leggermente il passo il mondo dei Securitised Derivatives in termini di numero di contratti, ma non come scambi. Nel mese di marzo, infatti, il numero di contratti quotati è stato pari a 2.798, 502 in meno rispetto a fine febbraio. Questo dato si spiega, probabilmente, con il forte calo nelle nuove quotazioni: se a febbraio erano entrati a far parte del SeDex 500 nuovi contratti, a marzo solo 187 hanno visto il loro esordio sul mercato italiano.

Le nuove emissioni, però, hanno riguardato, in entrambi i mesi, gli stessi segmenti di mercato: CW plain vanilla (255 a febbraio, 106 a marzo), leverage certificates (208 contro 55 a marzo) ed investment certificates classe B (37 a febbraio, 26 il mese scorso). A portare in quotazioni più contratti sono state Société Générale (67), ABN Amro Bank (58) e BNP Paribas Arbitrage Issuance (48). Rispetto a febbraio, si segnalano, inoltre, le 5 nuove collocazioni di Deutsche Bank AG.

Il rallentamento di marzo si è concentrato, soprattutto, proprio nel segmento più soggetto a nuove quotazioni, quello dei CW plain vanilla, calati del 27,2%. Come tipologie di sottostante, sono calate quasi tutte, dai contratti riguardanti azioni ed indici italiani, a quelli esteri; solo i securitised derivatives connessi a materie prime e tassi d’interesse sono rimasti pressoché invariati.

In termini di scambi, invece, marzo ha visto un numero di contratti in deciso aumento, ben 194.485 contratti scambiati contro i 155.452 di febbraio. Questa crescita è stata trainata dall’appetibilità che i diversi tipi di Covered Warrants hanno riscontrato presso gli investitori; in termini di controvalore, però, si è passati dai 745,1 milioni di euro di febbraio 2009, ai 706,5 di marzo, con un leggero decremento pari al 4,64%.

I sottostanti più scambiati in ordine di contratti sono stati S&P/Mib (peso del 54,89%), Fiat (8,33%), Eni (8,21%), Unicredit (5,03%) e Future Brent 06/09 (2,48%), mentre in termini di controvalore scambiato S&P/Mib (59,99%), Eni (11,55%), Fiat 6,97%), DJ Eurostoxx 50 (2,77%) e Dax (1,77%) hanno occupato i primi cinque posti di questa particolare classifica. ABN Amro Bank continua ad essere l’emittente con più contratti su Piazza Affari, ben 628, seguono Société Générale (522), BNP Paribas Arbitrage Issuance (366) ed Unicredit (309). Proprio quest’ultima società ha visto dimezzati il proprio numero di contratti collocati sul SeDex: se a febbraio, difatti, erano 608, a marzo i securitised ammontano a 309, segno che 299 strumenti sono giunti a scadenza, senza nessuna nuova quotazione.

Scomparsi dal SeDex, inoltre, i contratti di Banca Antonveneta (104 a febbraio), che ora non vede più su questo mercato nessun proprio prodotto finanziario. Se a queste due circostanze si considerano anche il generale calo degli altri emittenti nel numero di contratti quotati su Piazza Affari e quello dei nuovi collocamenti (il 62,6% in meno), se ne evince facilmente come mai, in termini di listino, il mese di marzo abbia rallentato del 15% il proprio ritmo di marcia.

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