Certificati – Solo gli investment non gradiscono gli indici italiani

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di Fabio Coco 10 Novembre 2009 | 13:30
La ripartizione settimanale degli scambi si è nuovamente focalizzata per la maggiore sugli indici italiani, anche per tipologie di strumenti. Solo i certificati d’investimento hanno visto le preferenze concentrarsi sulle azioni italiane, con gli indici nazionali, ad ogni modo, rivestire un peso rilevante.

Settimana scorsa, la ripartizione degli scambi sul Sedex in termini di sottostanti, si è concentrata per un peso del 68,54% sugli indici italiani, un peso di quasi il 3% in più rispetto a 14 giorni addietro e di quasi il 10% in più rispetto agli ultimi 21 giorni. In calo, di conseguenza, tutte le altre tipologie principali di underlying. Le azioni italiane scendono sino al 23,96% dal precedente 26,6%, mentre gli indici internazionali dal 4,97% calano al 3,92%. Le azioni europee, infine, rivestono un peso marginale nelle preferenze da parte degli investitori, pari all’1,65%.

Nulla di nuovo sul fronte Covered Warrant, con gli indici italiani che dominano le altre tipologie di sottostante, rivestendo un peso del 75,36% (dal 72,72%). Gli strumenti d’investimento, invece, hanno visto perder terreno degli indici internazionali (dal 29,22% al 24,76%), mentre la tipologia più scelta restano sempre le azioni italiane (dal 50,54% al 53,52%). Negli certificati a leva, infine, a ricoprire la fetta più rilevante sono sempre gli indici italiani, con un significativo balzo nella fetta della torta: in tre settimane sono passati dal 45,28% all’attuale 76,78%.


                                    (dati: UniCredit Group)

Ulteriori approndimenti sulle novità e le statistiche del SeDex
nella sezione Analisi realizzata in collaborazione con
:

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