Covered warrant a tutta forza

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di Fabio Coco 2 Dicembre 2009 | 11:00
Ad ottobre, le nuove emissioni sul Sedex sono calate del 73,5% rispetto ai new listed di settembre, con 173 prodotti emessi contro i precedenti 653. Nonostante questo, gli strumenti complessivamente quotati sono cresciuti del 3,16%, contando un totale di 3.457 contratti contro i 3.351 di settembre.
In particolare, i nuovi listing di ottobre si sono concentrati esclusivamente nei covered warrant plain vanilla (quelli più tradizionali), con 162 nuove quotazioni, e nei certificati d’investimento di tipo 2 (quelli caratterizzati da opzioni accessorie), per 11 contratti. I covered warrant sono strumenti che da tempo dominano le preferenze degli investitori nella ripartizione degli scambi sul segmento di Borsa Italiana. In particolare, gli emittenti più attivi su questo fronte sono stati Société Générale, con 91 nuovi CW emessi, e Banca IMI, con 71 nuovi contratti.

L’emittente francese ha arricchito ulteriormente la propria gamma già disponibile sui seguenti sottostanti: oro, petrolio, tasso di cambio euro/dollaro e indici statunitensi, quali il DJ Industrial Average, Nasdaq 100 e S&P500. Infatti, sono stati collocati a ottobre 33 covered warrant tra call e put su tali attività finanziarie, ampliando le scadenze sino a novembre 2013 per quanto riguarda i future sul brent (per prezzi di esercizio che vanno dai 70 agli 85 dollari al barile), sino a giugno 2011 per quanto riguarda il bene aureo (strike price che partono da 950 dollari l’oncia a 1.150), maturity sino a dicembre 2010 per i CW sul tasso di cambio euro/dollaro (prezzi di esercizio per rapporti di cambio che vanno da 1,25 sino a 1,55, sempre tra call e put) ed euro/yen (da 120 a 145). Sempre nel 2010, sono state fissate le scadenze per i contratti sugli indici DJ Industrial Average (strike da 8.500 punti a 11.000), S&P500 (da 900 a 1.250) ed i Nasdaq (da 1.500 a 2.000 punti). Inoltre, l’offerta autunnale ha visto anche 58 covered warrant sull’indice Ftse Mib, per prezzi di esercizio che sono andati da 16.000 a 40.000 euro).

“Relativamente all’indice FTSE MIB, sono state aggiunte le scadenze di settembre, ottobre e novembre 2010 – ha affermato Marcello Chelli, responsabile prodotti quotati per il mercato italiano di Société Générale – e gli investitori italiani, pertanto, hanno adesso a disposizione tutte le scadenze mensili fino a dicembre 2010.

L’articolo completo lo puoi trovare su Soldi,
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