Sfruttare i tassi bassi

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Avatar di Mauro Camelia 8 Gennaio 2010 | 14:45
L’attuale quadro finanziario globale si caratterizza per tassi di interesse particolarmente bassi, soprattutto per quanto riguarda i rendimenti di mercato monetario.
In tali fasi i risparmiatori ricercano soluzioni di investimento in grado di compensare l’insufficiente redditività che caratterizza soprattutto le obbligazioni governative dei paesi del G7; in questa ricerca essi si espongono, non sempre consapevolmente, a rischi maggiori e di diversa natura rispetto a quelli tipici degli investimenti obbligazionari. Ciò accade quando, ad esempio, i risparmiatori diversificano i propri portafogli investendo in obbligazioni societarie e governative di paesi emergenti ed in titoli azionari. 
Un importante contributo al miglioramento della redditività attesa di portafoglio, in fasi di bassi tassi di interesse, può essere assicurato anche dai certificati di investimento. Gli Express ed i Cash Collect certificates, in particolare, si caratterizzano per strutture finanziarie non molto diverse dai titoli a reddito fisso; occorre tuttavia considerare che sia gli Express che i Cash Collect appartengono alla categoria dei certificati a capitale condizionatamente protetto, di conseguenza non sempre assicurano il rimborso, alla data di scadenza, del valore nominale sottoscritto in fase di collocamento. 
L’analisi seguente si focalizza sui Cash Collect che possono considerarsi, a tutti gli effetti, un’evoluzione degli Express certificates, dai quali si differenziano per l’assenza della clausola di rimborso anticipato (autocallability). 
I principali elementi caratterizzanti i Cash Collect si riassumono nei seguenti:
  • Strike: livello di riferimento iniziale del sottostante;
  • Trigger (livello di esercizio): livello del sottostante fissato in emissione, fisso o decrescente nel tempo, il cui mancato superamento dà luogo, in corrispondenza delle date di valutazione intermedie (solitamente annuali), alla liquidazione delle cedole periodiche; 
  • Cedola: importo fissato in emissione, solitamente costante nel tempo, la cui liquidazione si realizza a condizione che il livello del sottostante, alle date di valutazione intermedie, sia uguale o superiore al livello trigger;
  • Barriera: livello del sottostante, definito in emissione, il cui superamento durante la vita del certificato fa sì che l’investitore percepisca, alla data di liquidazione finale, un importo pari al valore dell’attività sottostante;
  • Durata: 2 – 5 anni;
  • Attività sottostanti: indici azionari, azioni, basket di azioni.
Il profilo di rischio – rendimento atteso legato all’investimento in Cash Collect può essere analizzato considerando i diversi scenari che possono presentarsi durante la vita e alla scadenza del certificato. Durante la vita di questi certificati gli investitori incassano delle cedole periodiche se, in corrispondenza delle date di valutazione intermedie, il prezzo del sottostante è almeno pari al livello trigger. 
Alla data di scadenza si possono verificare diversi scenari, differenziati in rapporto al valore assunto dal sottostante a quella data e durante la vita del certificato, in particolare:
  1. se alla data di valutazione finale, il prezzo del sottostante è maggiore o uguale al livello trigger, il certificato rimborsa il valore nominale aumentato dell’importo cedolare previsto per tale data; 
  2. se alla data di valutazione finale, il prezzo del sottostante è inferiore al livello trigger, ma nel corso della vita del certificato non è mai stato raggiunto il livello barriera, l’importo di liquidazione del certificato è pari al valore nominale sottoscritto in fase di collocamento;
  3. se alla data di valutazione finale, il prezzo del sottostante è inferiore al livello trigger e durante la vita del certificato è stato raggiunto il livello barriera, il certificato liquida un importo corrispondente al valore finale del sottostante.

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