Etn senza dimora

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di Redazione 21 Gennaio 2010 | 12:30
Dall’America sono sbarcati (molto timidamente) in Germania e nel Regno Unito, e presto potrebbero giungere anche in Italia. Ma quale futuro per gli exchange traded notes (Etn) nel nostro Paese?

Recentemente anche Barclays Capital è entrato nel club degli emittenti che hanno deciso di sfidare il Vecchio Continente, quotando i sui primi Exchange Traded Notes iPath europei alla borsa di Francoforte. L’obiettivo è di valutarne il gradimento presso gli investitori istituzionali e prepararsi a un’eventuale quotazione italiana. La questione non è però così semplice.

L’Etn è infatti uno strumento difficilmente circoscrivibile, a metà tra un certificato, un bond strutturato e un Etf. Se per lo Xetra tedesco la questione è irrilevante, per Borsa Italiana, con cui Barclays, secondo indiscrezioni, avrebbe già avviato un primo confronto sulla questione, potrebbe invece costituire un serio problema: dove quotarlo? Giuridicamente l’Etn è da considerarsi un certificato e la piattaforma adatta sarebbe quella del Sedex. Tecnicamente però, l’Etf Plus è già pronto ad accoglierli, essendo il calcolo giornaliero del Nav molto simile a quello degli Etf. Nell’attesa che i tecnici arrivino ad una soluzione, cerchiamo di capire che cos’è un Etn.

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