Decorrelati per definizione

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di Redazione 16 Febbraio 2010 | 14:00
Emanuele Marangoni, responsabile sales private bank & family office di Banca IMI, non ha dubbi: grazie alla loro flessibilità i certificati possono soddisfare…

…investitori con diversi profili di rischio e, in questa fase di incertezza e volatilità, possono dare una marcia in più al portafoglio.

I dubbi sul futuro dell’economia sono ancora molti. C’è chi parla di ripresa, chi di una nuova crisi. In un tale contesto non è semplice selezionare lo strumento giusto. I certificates come si possono inserire in un processo di asset allocation?
La seconda parte del 2009 si è caratterizzata per una forte ripresa dei corsi azionari, per un restringimento dei credit spreads a livelli pre crisi e per una repentina crescita dei prezzi delle materie prime. Dopo la forte volatilità che ha caratterizzato tutto lo scorso anno l’economia sembra aver raggiunto un punto di equilibrio e molti dati economici sono a supporto dell’attuale situazione finanziaria, tuttavia permangono aree di elevata incertezza che potrebbero portare a forti correzioni. Il 2010 si caratterizzerà per una minore direzionalità, per una maggiore volatilità ed una inferiore correlazione delle diverse asset classes e dei diversi settori. Nello scenario sopra rappresentato è efficiente inserire nel proprio portafoglio strumenti di decorrelazione rispetto agli investimenti tradizionali che consentano di investire su un sottostante difficilmente raggiungibile con l’investimento diretto sullo stesso. Strumenti che permettano di avere ritorni positivi anche con mercati laterali o negativi. I certificati rispondono a queste caratteristiche. Inoltre la loro elevata flessibilità consente di soddisfare investitori con diversi profili di rischio. Infine, non dimentichiamo che la maggior parte di questi strumenti, anche nei momenti di maggiore volatilità e crisi finanziaria, hanno mostrato una elevata liquidità.

Ma quali sono gli strumenti più adatti a gestire questa fase dei mercati?
In termini di pay-off consiglio all’investitore con minore propensione al rischio di indirizzarsi verso strumenti a capitale garantito ma che permettono di avere ottimi ritorni nel caso di andamenti positivi dei corsi azionari e dei prezzi delle commodities. Data l’attuale situazione di mercato con credit spreads stretti e tassi molto bassi, è difficile ottenere rendimenti significativi attraverso gli investimenti tradizionali. Cercare ritorni potenzialmente elevati ma con la garanzia del capitale può essere una valida alternativa. Introdurre, ad esempio, all’interno della propria asset allocation un certificato Equity Protection indicizzato all’oro rappresenta un’ottima strategia sia in caso di scenario macroeconomico inflattivo che deflattivo e soprattutto permette di prendere posizione in una asset class decorrelata che difficilmente sarebbe raggiungibile attravero l’investimeno diretto. Gli investitori con maggiore propensione al rischio potrebbero indirizzarsi verso strumenti con protezione parziale del capitale, Twin Win e Bonus, che consentono di avere elevati ritorni positivi anche in scenari di andamento laterale o moderatamente negativo del mercato di riferimento. Con questi strumenti è ancora più importante la selezione del sottostante. Il settore energetico e quello healthcare oppure le azioni appartenenti ai settori più tradizionalmente difensivi sono, a mio avviso, interessanti in questa fase dei mercati.

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