In sella agli Yankees

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di Redazione 3 Marzo 2010 | 13:30
L’indice statunitense S&P500 ha inanellato una rapida sequenza di ribassi che ha spinto le quotazioni fino a 1050 punti prima di un rimbalzo che ha permesso di recuperare esattamente la metà di quanto perso. E ora…

Persi i 1150 punti, più volte testati nel corso del mese di gennaio, l’indice statunitense S&P500 ha inanellato una rapida sequenza di ribassi che ha spinto le quotazioni fino a 1050 punti prima di un rimbalzo che ha permesso di recuperare esattamente la metà di quanto perso. In un simile contesto di rinnovata incertezza accompagnata da una massiccia dose di volatilità, è opportuno non perdere d’occhio una particolare categoria di certificati di investimento che proprio in momenti come questo rischiano di diventare esplosivi. Si tratta dei Bonus Cap, di cui BNP Paribas è una delle principali emittenti sul mercato italiano, che per la loro caratteristica struttura opzionale risentono in positivo, ma anche in negativo, dei movimenti erratici del mercato. Tra i numerosi Bonus Cap quotati dall’emittente francese sul Sedex di Borsa Italiana, in particolare risulta interessante per i suoi rendimenti prospettici il Bonus Cap legato all’indice statunitense S&P500 , identificato dal codice Isin NL0009098854. 

SOTTO LA LENTE
Il certificato consente di ricevere, alla scadenza del 21 ottobre 2013, il massimo valore tra il Bonus di 120 euro corrispondente a 1.295,52 punti indice e l’effettivo valore raggiunto dall’S&P500, fino a un massimo di 150 euro. Il tutto a condizione che la barriera, posizionata a 755,72 punti, non venga toccata nel corso della vita del prodotto. Nel caso si verificasse l’evento barriera, compatibile con uno scenario di mercato fortemente negativo caratterizzato da una elevata volatilità, il certificato si trasformerebbe in un benchmark a replica lineare del sottostante registrando le medesime performance di un investimento diretto nel sottostante stesso.

Osservandone il pricing, dai 106 euro esposti in lettera al Sedex, il certificato offre un upside minimo del 13,2%, corrispondente a un rendimento su base annua del 3,48 %. In termini di rischio, la distanza tra il livello barriera, posto a 755,72 punti, e i correnti 1.100 punti è del 31%, il che comporta un valore di CED|Probability ( l’indicatore che stima le probabilità che la barriera non venga violata ) pari al 53,5%. E’ bene sottolineare che l’indicatore risente in particolar modo sia della durata tendenzialmente medio lunga del certificato che dell’attuale volatilità del sottostante. In uno scenario positivo, caratterizzato da bassi livelli di volatilità, la probabilità di riuscita dell’investimento andrebbe via via aumentando, così come nel caso di forti e repentine contrazioni dei corsi azionari, questa tenderebbe sensibilmente a diminuire.

A corredo dell’analisi sul pricing, è necessario sottolineare che a differenza di altri sottostanti, lo S&P500 non impone una rinuncia particolarmente onerosa in termini di dividendi stimati: al momento, il dividend yield dell’indice ammonta infatti a poco più del 2,1%, una percentuale che consente di non zavorrare eccessivamente le probabilità di riuscita dell’investimento vista la scadenza di medio periodo del prodotto. Infine, uno sguardo alla reattività del prodotto: dati gli attuali valori delle variabili di mercato che influenzano i prezzi delle opzioni implicite al mercato, il certificato non permette di partecipare linearmente alle performance del sottostante. Ciò implica che in caso di rialzo dell’indice il certificato si muoverà lentamente verso l’alto ma anche che in uno scenario di totale stabilità dei corsi azionari, il prezzo tenderà a muoversi progressivamente al rialzo man mano che si avvicinerà la scadenza.

SGUARDO AL FUTURO
Il vantaggio di avere un Cap posizionato ad un livello superiore al Bonus, offre l’opportunità all’investitore di migliorare il rendimento offerto fino ad un massimo dell’11% circa su base annua. Si può quindi concludere che se si ha un’aspettativa moderatamente positiva sull’indice a stelle e strisce, il certificato garantisce una buona redditività anche in caso di assoluta stabilità. A fronte di un andamento depresso, per effetto del buon posizionamento della barriera, assicura un’adeguata rete di protezione.

L’articolo è tratto da Market Scoop, la newsletter bisettimanale dedicata ai consulenti finanziari.
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